Oggi con la decisione del giudice Lucy Koh, si è chiuso un atro capitolo della saga Apple vs. Samsung.

Secondo Koh, i brevetti violati non sono che una piccola parte delle caratteristiche generali che costituiscono i dispositivi di Samsung e quindi non è necessario un divieto permanente.

Questa la causa che ha visto ad Apple negare la sua proposta di divieto di vendita di ben 26 dispositivi Samsung.

I telefonini in questione contengono una vasta gamma di funzioni, solo una piccola parte delle quali sono coperte da brevetti di Apple,Koh scrive: “Anche se Apple ha un certo interesse a mantenere alcune caratteristiche esclusive, ciò non significa che tutti i prodotti devono essere banditi per sempre dal mercato perché incorporano, tra le loro miriadi di funzioni, alcune brevettate.”

Il giudice inoltre ha negato la richiesta di Samsung di aprire un nuovo processo per cattiva condotta della giuria.

Samsung sostiene che la giuria con a capo Velvin Hogan ha una chiara parzialità contro la propria azienda, dopo la scoperta che il signor Hogan era stato coinvolto in una causa che coinvolse Seagate (società di cui Samsung è diventata azionista). Samsung afferma che Hogan aveva intenzionalmente nascosto informazioni sulla sua causa, mentre il giudice Koh mette ben in evidenza la colpa agli avvocati:

Hogan ha ammesso di aver lavorato per Seagate durante il processo di selezione della giuria, offrendo a Samsung la possibilità di scoprire il contenzioso.

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