Apple ha chiesto la chiusura della causa aperta contro di lei nel 2011 in merito al monopolio delle applicazioni disponibili per il download su iPhone.stores-120612-2

L’accusa sostiene che Apple utilizza pratiche monopolistiche per impedire agli sviluppatori di vendere il proprio software ad un prezzo scontato su altri canali di vendita diversi dall’App Store.

Attualmente Apple ottiene il 30%  del valore dei contenuti venduti attraverso l’App Store e le sue regole impongono agli sviluppatori di pagare di meno per lo stesso materiale venduto altrove.

L’azienda di Cupertino si difende sostenendo di non aver fissato i prezzi che gli utenti pagano per acquistare l’applicazione, che non ci sono leggi antitrust in merito alle cifre pagate per la distribuzione di un prodotto e che non c’è niente di illegale nel creare un sistema chiuso.

La richiesta di annullamento è stata formalmente rivolta dagli avvocati di Apple al giudice distrettuale Yvonne Rogers Gonzalez

Alexander Schmidt, legale che rappresenta i sette produttori che hanno avanzato la causa, ha messo di mezzo l’applicazione Angry Birds per focalizzare le accuse contro Apple:

“Può un consumatore andare da qualche altra parte, che non sia l’App Store, per acquistare Angry Bird sul proprio iPhone?. Se la risposta è no, allora Apple agisce in regime di monopolio”

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