In questi ultimi anni, i casi di esplosione di dispositivi elettronici stanno aumentando a dismisura. Oggi vi riportiamo un avvenimento accaduto ad una ragazza diciottenne, Fanny Schlatter, in svizzera, alla quale è scoppiato lo smartphone in tasca.

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Mentre la ragazza stava lavorando come apprendista imbianchina, ha sentito un bruciore alla gamba e, dopo pochi secondi, ha visto delle fiamme giallastre provenire dalla sua tasca.

Fortunatamente, il suo capo Stéphane Kubler, è riuscito a spegnere il fuoco gettandole un po’ di acqua sulla gamba. La ragazza ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sulla gamba e su una mano cercando di spegnere il fuoco. I medici hanno dichiarato che l’acido presente all’interno della batteria ha aggravato la situazione.

In un primo momento, la ragazza pensava che fosse stato l’accendino a provocare l’incendio ma, dopo aver visto il proprio smartphone con la batteria che si era gonfiata a dismisura, ha capito chi era il reale colpevole.

Le ustioni della ragazza guariranno tra circa 45 giorni ma sta già programmando un’azione legale contro l’azienda coreana Samsung.

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