Iniziamo oggi con il primo appuntamento dell’Angolo del Fotografo. Dedichiamo questo primo articolo alla luce, e come catturarla al meglio per aumentare la qualità fotografica.

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Storia

Il termine luce (dal latino lux) si riferisce alla porzione dello spettro elettromagnetico visibile dall’occhio umano, ed è approssimativamente compresa tra 400 e 700 nanometri di lunghezza d’onda, ovvero tra 790 e 435 THz di frequenza. Questo intervallo coincide con il centro della regione spettrale della luce emessa dal Sole che riesce ad arrivare al suolo attraverso l’atmosfera. I limiti dello spettro visibile all’occhio umano non sono uguali per tutte le persone, ma variano soggettivamente e possono raggiungere i 720 nanometri, avvicinandosi agli infrarossi, e i 380 nanometri avvicinandosi agli ultravioletti. La presenza contemporanea di tutte le lunghezze d’onda visibili, in quantità proporzionali a quelle della luce solare, forma la luce bianca.

La luce, come tutte le onde elettromagnetiche, interagisce con la materia. I fenomeni che più comunemente influenzano o impediscono la trasmissione della luce attraverso la materia sono: l’assorbimento, ladiffusione (scattering), la riflessione speculare o diffusa, la rifrazione e la diffrazione. La riflessione diffusa da parte delle superfici, da sola o combinata con l’assorbimento, è il principale meccanismo attraverso il quale gli oggetti si rivelano ai nostri occhi, mentre la diffusione da parte dell’atmosfera è responsabile della luminosità del cielo.

Consigli

La luce svolge un compito fondamentale per la riuscita di una fotografia digitale. Essa infatti definisce il carattere fotografico dell’intera immagine.

Per una fotografia con una qualità superiore, bisogna sapere che le due luci migliori si trovano ad orari opposti della giornata, ovvero:

  • Alba;
  • Tramonto.

I raggi solari di questo due porzioni di giorno, molto inclinati rispetto al normale, enfatizzano la tridimensionalità dell’ambiente, distendono le ombre sul paesaggio circostante, e rendono la luce più morbida e scorrevole alla luce catturata dalle lenti fotografiche.

Se invece siete in un bosco, campagna o zona con fitta vegetazione, dove la luce filtra dall’altro, è bene sapere che la luce migliore è quella delle ore centrali quindi mezzogiorno. I raggi infatti, raggiungendo la loro maggiore perpendicolarità a quell’ora, penetrano maggiormente nel fogliame, dando un effetto visivo migliore.

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Un’illuminazione laterale può essere invece d’aiuto per far risaltare il volume del soggetto, ad esempio un ritratto, una scultura e così via. I dettagli dei particolari vengono accentuati dal forte contrasto che si crea in queste condizioni di luce.

Infine, per quanto riguarda la macrofotografia, ovvero lo scatto di fotografie a soggetti ravvicinati messi a fuoco, l’assenza di un’illuminazione diretta, come in presenza di un cielo nuvoloso, permette di evitare che sul soggetto si vengano a creare ombre troppo marcate che falsificano lo spessore del soggetto stesso. In questo specifico caso, con iPhone o iPad, l’HDR può aiutarci a marcare ancor di più la macro.

In conclusione, per una resa fotografica migliore, più luce “naturale” abbiamo sul soggetto, più la qualità fotografica si innalzerà.

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