Tre ragazzi del Massachusetts hanno avviato una causa legale contro Apple, questa settimana. Adam Christensen, Jeffrey Scolnick e William Farrell, sostengono di essere stati illegittimamente costretti a inserire il proprio codice di avviamento postale, mentre facevano acquisti presso l’Apple Store in New England.
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Il contenuto di questa denuncia fa riferimento ad una pratica illegale e sleale, ovvero dice che non si può costringere i clienti a fornire informazioni identificabili.
Ecco la parte della privacy policy di Apple che la denuncia contesta:

“A volte Apple potrebbe mettere alcune informazioni personali a disposizione di partner strategici che lavorano con Apple stessa, per ricevere prodotti e servizi in cambio.”

Ed ecco un estratto dalla denuncia dei querelanti:

“In primo luogo, i ragazzi hanno ricevuto materiali pubblicitari indesiderati da Apple, come un risultato di aver fornito i loro codici di avviamento postale, utilizzando carte di credito negli Apple Store. In secondo luogo, i ragazzi sono stati obbligati a fornire il codice di avviamento postale per completare la procedura di pagamento. Dati raccolti da Apple, in violazione della Legge ch. 93 § 105 (c). E in terzo luogo, i ragazzi hanno subito un’appropriazione indebita del loro valore economico [Informazioni di identificazione personale] “.

Il gruppo di ragazzi sta cercando di rendere pubblica questa class action, e vuole che Apple paghi danni fino a 75$ per violazione singola (con annessi interessi), e spese legali. Gli uomini sono anche alla ricerca di un’ingiunzione che costringerebbe Apple a non richiedere più il codice di avviamento postale ad ogni acquisto.
Ci sono pareri discordanti sulla vicenda, ma vorremmo almeno sapere cosa Apple se ne faccia di questi codici, in modo da capire se la nostra privacy è davvero in pericolo o no.
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