Una storia che ha dell’incredibile, ritrae come protagonista uno studente del secondo anno di scuola superiore in Pennsylvania.

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Dopo aver informato sua madre di essere vittima di bullismo a scuola, ha deciso di prendere qualche prova dei fatti. Utilizzando l’iPad datogli dalla scuola, aveva in mente di fare una registrazione audio della sua persecuzione.

Il piano ha funzionato, ed il ragazzo è riuscito a registrare i soprusi verbali che gli venivano fatti da anni, ogni giorno. Gli studenti sono stati registrati mentre si prendevano gioco di lui, che comprendeva alcuni commenti maleducati.

Non ci sono stati atti di bullismo fisici, ma uno dei due ragazzi che lo sfotteva, ha finto di volerlo colpire, intimidendolo. La madre, dopo aver ascoltato la registrazione, ha istituito un incontro con il preside, ma qui è dove la storia prende una piega diversa da quella che vi immaginereste

Sì, il preside ha chiamato la polizia, ma non per i bulli. La chiamata è partita perché voleva far arrestare il ragazzino, dato che aveva usato l’iPad datogli dalla scuola, per intercettazioni illegali. Infatti il ragazzino viene arrestato per reato di intercettazioni, e la polizia ha spiegato che la registrazione è stata effettuata in un luogo dove gli altri studenti hanno il diritto sulla privacy.

Durante il processo, che lo ha visto coinvolto in questa faccenda, il giudice Maureen McGraw-Desmet ha decretato la sua colpevolezza, vanificando il tentativo del ragazzo ì, che voleva solo difendersi da abusi giornalieri.

L’avvocato del ragazzo ha richiesto un ricorso. Ma l’unica cosa che ci viene da pensare è… In che mondo viviamo oggi?

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