Un tempo era Facebook la causa primaria della fine di un matrimonio su tre. Poi è toccato a Twitter, tacciato dall’Università del Missouri di indurre gli utenti più attivi nell’arte del cinguettare a conflitti sentimentali, tradimenti e divorzi. Negli ultimi giorni, l’introduzione di una notifica di lettura condanna WhatsApp a portare sul petto la lettera scarlatta di sfasciafamiglie digitale sbattendo il caso tra le carte degli avvocati matrimonialisti.

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I numeri sulle nozze tricolore naufragate a causa di una notifica di troppo – quattro su dieci – sono arrivati fino a Toronto, nel quartier generale di AshleyMadison.com, dove Noel Biderman, CEO e fondatore del sito di incontri extraconiugali, mette in guardia sui limiti sul fronte della riservatezza per i programmi simili: “In tempi non sospetti, avevamo già considerato il ruolo che le comunicazioni elettroniche avrebbero ricoperto nell’infedeltà – spiega Biderman – Facebook, Twitter e WhatsApp rappresentano, per molti utenti, delle piattaforme neutrali per comunicare e questo errore di valutazione li espone al rischio di compromettere pubblicamente la loro reputazione. La situazione si aggrava quando diventano corsie preferenziali anche solo per innocenti flirt perchè le impronte digitali che lasciano sono facilmente reperibili e possono portare allo scoperto il misfatto velocemente”.

Uno studio condotto ad aprile dagli analisti di Ashleymadison.com su un campaione di 3.542 membri intervistati, assolse i social network dalla gogna mediatica giungendo alla conclusione che i sistemi di condivisione e messaggistica cosiddetti “neutrali” non sono diretti responsabili delle crisi e dei problemi di coppia, ma piuttosto ne rappresentano l’effetto. In sintesi, se il partner è un social flirter è già insoddisfatto del rapporto.

“Cominciando dalla geolocalizzazione e finendo con le notifiche di lettura di Facebook Messenger e WhatsApp, quello che conta al giorno d’oggi è proteggere la privacy facendo un uso attento e oculato della tecnologia e affidando le proprie comunicazioni a sistemi in grado di garantirne la discrezione – continua Noel Biderman – AshleyMadison fa della segretezza delle informazioni il suo vessillo. Abbiamo quasi 30 milioni di membri in tutto il mondo e se c’è una cosa che ciascuno di essi potrà confermare è la completa tutela dell’anonimato: ogni comunicazione viene cancellata quando l’utente lascia il sito e a differenza di Facebook, Twitter, WhatsApp eliminiamo anche tutti i loro messaggi dalle caselle di posta dei destinatari. Nessuna traccia di ‘rossetto digitale’ potrà essere scoperta, una chat interna permette di scambiare messaggi in modo sicuro, senza notifiche push e con una password a protezione non solo dell’account ma anche dell’app. Perciò, italiani, proteggete la vostra privacy dalle impronte digitali e non rischiate di veder naufragare il vostro matrimonio o le vostre relazioni sociali a causa di una doppia spunta blu”.

Affidare, dunque, a social network non specializzati la riservatezza delle proprie comunicazioni è un gesto fallimentare. Meglio nascondere i propri segreti e le proprie scappatelle in un luogo sicuro per non essere scoperti e, magari, giovare degli effetti positivi che un peccatuccio può regalare alla salute della coppia.

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