Un ex ingegnere di iTunes dice che Apple ha voluto bloccare ‘il 100% dei clienti non-iTunes’.

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Un ex ingegnere di Apple è apparso in tribunale Venerdì come testimone finale di un caso antitrust che coinvolge l’ecosistema iPod e iTunes, dicendo che ha lavorato su un progetto interno destinato a tagliare fuori la competizione degli store digitali e dei lettori multimediali.

Secondo quanto riportato extragiudizialmente da The Wall Street Journal, gli avvocati querelanti nella class action contro iPod e iTunes hanno chiamato l’ex ingegnere di Apple Rod Schultz a testimoniare sulle iniziative interne presumibilmente create per soffocare la concorrenza nell’ambito della musica digitale.

Schultz ha lavorato sulla Gestione dei Diritti Digitali (DRM) FairPlay 2006-2007, tra cui un progetto “destinato a bloccare il 100% dei clienti non-iTunes” e “tenere fuori i lettori di terze parti” in concorrenza con la lineup iPod di Apple. Si è parlato di un programma con nome in codice “Candy”, ma la sua posizione in relazione al presunto schema anticoncorrenziale di Apple non è chiara. L’ingegnere di iTunes ha lasciato Apple nel 2008.

Si può presumere che le osservazioni di Schultz sono state almeno in parte in riferimento all’aggiornamento iTunes che disabilitava la soluzione alternativa Harmony di RealNetworks per il FairPlay DRM di Apple, che limitava la riproduzione di musica acquistata da iTunes Music Store per iPod. RealNetworks ha introdotto Harmony come un modo per i possessori di iPod per ascoltare i brani acquistati attraverso il negozio RealPlayer.

A seguito di un tweak nel software di Harmony che ancora una volta ha eluso il FairPlay DRM, Apple ha rilasciato iTunes 7.0 nel 2006, che insieme a miglioramenti visivi e funzionali, ha soffocato la soluzione alternativa di RealNetworks.

Gli avvocati per i querelanti hanno anche cercato di entrare in evidenza un documento che Schultz ha scritto nel 2012 dal titolo “Le Molte Facciate del DRM”. In esso, Schultz fornisce dettagli non solo sull’attuazione base del DRM, ma anche sul suo uso specifico da parte di Apple come modo per bloccare i clienti con iTunes, iPod e FairPlay:

Il DRM di Apple ha creato questo blocco, ed è diventato un tale successo che l’industria della musica è andata con il minore dei due mali (il monopolio delle canzoni bloccate per iPod di Apple contro la distribuzione di musica libera dal DRM, ossia DRMfree) e ha scelto di distribuire la musica DRMfree.

La Presidente della Corte Yvonne Gonzalez Rogers ha negato la mozione dei querelanti ad ammettere.

Da parte sua, Apple ha detto che passati aggiornamenti di iTunes fornivano sicurezza, miglioramenti operativi e visivi rispetto alle versioni precedenti, e non si sono limitati a bloccare la compatibilità con i servizi di terze parti. Il progetto di Schultz, e altri simili, sono stati progettati per proteggere l’ecosistema iPod-iTunes da un’esperienza utente povera derivante da numerosi formati di file e dispositivi multimediali non garantiti. Schultz, secondo quanto riferito, ha accettato questa valutazione durante la testimonianza.

Apple è stata querelata per $350 milioni per aver presumibilmente usato FairPlay, iPod e iTunes Music Store per creare un monopolio, a sua volta, consentendo alla società di gonfiare falsamente i prezzi di iPod. Sotto le leggi antitrust Statunitensi, i danni potrebbero essere triplicati per oltre $1 miliardo se Apple viene trovata colpevole di illecito.

La causa ha visto la sua quota di problemi, tuttavia, in quanto la classe ha perso entrambe le parti civili che rappresentano originalmente, una delle quali si è ritirata la scorsa settimana dopo che si è scoperto che i suoi acquisti di iPod non rientravano l’intervallo di tempo ammissibile fissato tra il 12 Settembre 2006 ed il 31 Marzo 2009. Un secondo querelatore nominato è stato eliminato Lunedì a causa di incertezze simili per quanto riguarda le sue pretese di acquisto di iPod.

Con la testimonianza di Schultz completa, il Giudice Gonzalez Rogers prevede di consegnare il caso per le deliberazioni della giuria la prossima settimana.

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