Apple ha raggiunto un accordo con i dipendenti nella causa sulle politiche no-poaching (anti-sollecitazione).

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Apple ha raggiunto un accordo con i propri dipendenti sulle politiche anti-sollecitazione secondo cui, secondo quanto sostengono, avrebbe impedito ai lavoratori di ottenere posti di lavoro con salario superiore dalle aziende concorrenti. Il giudice Lucy Koh aveva precedentemente rifiutato l’offerta per la somma di 324 milioni di dollari che il querelante del caso sosteneva essere troppo bassa.

La soluzione di oggi è presumibilmente per molti più soldi rispetto all’originale, dato che il querelante ha accettato, ma i dettagli dell’accordo non sono ancora stati resi noti. Il giudice Koh ha detto che la previa offerta avrebbe dovuto essere più vicina ai 380 milioni di dollari.

La causa è stata innescata dalla rivelazione che diverse società tecnologiche avevano creato accordi di non tentare di assumere i dipendenti gli uni degli altri in modo che le imprese non avrebbero dovuto preoccuparsi di cedere i dipendenti ai concorrenti che avessero avanzato offerte di salario migliori. L’accordo avrebbe inoltre eliminato la possibilità per un dipendente di sfruttare una migliore offerta come leva per ottenere un aumento dai loro datori di lavoro.

Come sempre, restiamo in attesa di maggiori dettagli e ve li comunicheremo nonappena ne verremo a conoscenza.

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