Si potrebbe pensare che dopo la precipitazione dei prezzi del petrolio, e di varie sanzioni commerciali, la Russia avrebbe cose più importanti da affrontare, ed invece no.

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Si tratta di una vera sorpresa vedere la FCC vietare l’accesso ai cinque siti web relativi alla Criptovaluta iBeacon. Oltre a due pagine in lingua russa, la lista nera del web, comprende la “principale” fondazione Bitcoin, con annesso sito ufficiale, ed il wiki Bitcoin.

Coinspot, uno dei siti russi che è stato bloccato, ha spostato rapidamente i domini per riprendere le operazioni nel paese, e vuotare il sacco sul divieto assurdo, in un post sul loro blog ufficiale.

Come GigaOM riporta, l’autorità nell’effettuare un simile divieto, è stata effettivamente pronunciata da un tribunale della città di Nevyansk a settembre, ma Roskomnadzor ha ottenuto la vittoria solo ieri.

La Russia non certo stata timida nel condannare Bitcoin in precedenza, sostenendo che la Criptovaluta serve per attività illegali e finanzia il terrorismo. Naturalmente, non c’è alcun divieto legale di utilizzare Bitcoin in Russia ancora, soprattutto perché il governo non riesce a redigere un praticabile atto legislativo.

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