In vista dell’imminente rilascio di Apple Music per fine giugno, si discute ancora sull’abbonamento e sui negoziati tra Apple e le case discografiche.

Apple Music: il 70% del pagamento per l'iscrizione va alle etichette discografiche

Le voci sul fatto che Apple pagherà ai proprietari musicali solo 58% dei pagamenti di abbonamento per il suo servizio di streaming musicale non sono vere, dice l’azienda. Robert Kondrk, l’Apple VP che ha lavorato con Eddy Cue per negoziare accordi con etichette discografiche, dice che Apple paga effettivamente un po più del 70% del valore standard di settore.

Negli Stati Uniti, Apple pagherà ai proprietari musicali il 71,5% del fatturato di sottoscrizione di Apple Music. Al di fuori degli Stati Uniti, il numero fluttuerà, ma rimarrà in media, intorno al 73%. I dirigenti di etichette ed Apple, stanno lavorando con le cifre confermate.

Il 58% facendo i conti, all’inizio di questo mese sembrava essere un equivoco: di solito, questa è la percentuale per l’etichetta, che possiede la registrazione; l’editore, che possiede i diritti per la canzone stessa, ottiene una percentuale del 12%. Aggiungere le due cose insieme, e si ottiene la percentuale del 70%, uno standard per i servizi di streaming musicale.

Ma la rivelazione più interessante, è che Apple non pagherà alle etichette un solo centesimo per le tracce in streaming, durante il periodo di prova gratuito di tre mesi.

La maggior parte della musica in streaming gratuito è pagata dalla pubblicità. Le etichette musicali e gli editori ottengono il 70% dall’entrate per gli abbonamenti. Ciò che Apple sta offrendo è una prova completamente gratuita, senza pubblicità, della durata di ben tre mesi. Durante questo periodo, Apple non pagherà niente alle etichette.

Kondrk dice che l’accordo è arrivato proprio perché Apple pagherà un po più del normale 70%: è il pro-quo quid per la prova gratuita lunga. I clienti di AT & T l’anno scorso, hanno usufruito di una prova gratuita di tre mesi del servizio Beats Music, forse un precedente utile.

Ci sono state anche voci, riguardo Apple che premeva l’etichette per impegnarsi in comportamenti anti-concorrenziali in relazione a servizi rivali. La Commissione europea, il DOJ e FTC stanno studiando il caso, affermando che Apple ha spinto le etichette a ritirare il loro sostegno a servizi come Spotify, nell’ambito delle trattative contrattuali per Apple Music. Universal, è una delle etichette citate nelle accuse, ed ha affermato che non è stato raggiunto alcun accordo del genere, né sarebbe potuto avvenire. La dichiarazione, in particolare, si ferma sul punto di negare che l’idea era stata discussa.

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