Uno studio sul New York Times: dimenticarlo a casa provoca una sensazione di vuoto, di stress emotivo. E la suoneria è tra i dieci suoni che causano le emozioni più forti, collocandosi al terzo posto, dopo il pianto del figlio e il gingle di apertura del computer.

Se chiama vi precipitate a rispondere. Non sopportate la separazione, vi fa sentire un senso di isolamento doloroso. I sintomi sono chiari: questo è amore, amore vero. E’ il sentimento che vi lega al vostro iPhone. Parola di neuroscienziato. Il nostro rapporto con l’iPhone ha tutti i sintomi dell’attività cerebrale scatenata da quel sentimento che chiamiamo amore. E’ la conclusione a cui è giunto Martin Lindstrom, che da anni applica la neuroscienza al marketing, per capire come le grandi marche di prodotti di consumo manipolano la nostra sfera affettiva. Per quanto riguarda Apple, una maestra di quest’arte, altri hanno evocato per l’iPhone e l’iPad delle analogie con le tossicodipendenze.

Lo stesso Lindstrom in passato ha usato la risonanza magnetica per verificare le somiglianze tra il rapporto che abbiamo con le nostre marche preferite, e il sentimento religioso. Scoprendo che di fronte ai prodotti Apple, o alle moto Harley-Davidson, il cervello degli aficionados ha impulsi elettromagnetici simili a quello che un fedele cattolico prova davanti a una foto del papa.

Ma gli esperimenti più recenti di Lindstrom portano ancora più lontano. Ha preso venti bebè, di età compresa fra i 14 e i 20 mesi, e gli ha messo in mano altrettanti Blackberry. Appena li hanno afferrati, i pupi hanno cominciato a sfregare i loro polpastrelli sul mini-schermo: proprio come se fossero degli iPhone. I neonati di quella generazione sembrano programmati per l’interfaccia grafico tipico di Apple, scrive.

Lindstrom sul New York Times.

In quanto agli adulti, quelli che per sbadataggine dimenticano a casa l’iPhone e ne restano privi per un’intera giornata lavorativa (a me è successo di recente, durante una trasferta di 24 ore da New York a Washington, trasformandola in un incubo, ndr) “manifestano tutti i sintomi tipici della separazione da un essere amato, della deprivazione affettiva”, osserva Lindstrom.

Un altro esperimento per individuare i dieci suoni più graditi alle nostre orecchie, vede arrivare al terzo posto la suoneria personalizzata del nostro cellulare. “E perfino se siete seduti con la persona amata in un romantico bistrot parigino, per una cena a lume di candela, confessatelo: ogni tanto avete voglia di consultare le email sul display del cellulare; la stessa tentazione probabilmente ce l’ha il vostro partner”, conclude Lindstrom.

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