Negli Usa, Cellebrite comunicherà alla polizia tramite un dispositivo se il guidatore stava usando il proprio smartphone pochi secondi prima dell’incidente.

Cellebrite, Smartphone, Incidenti

Cellebrite, la società che avrebbe aiutato l’FBI a sbloccare l’iPhone 5c dell’attentatore di San Bernardino, sta lavorando a un dispositivo che aiuterebbe le forze dell’ordine a capire se gli incidenti d’auto sono stati causati dalla distrazione del conducente dallo smartphone. La proposta legislativa di New York prevede che i guidatori coinvolti in incidenti debbano fornire i propri telefoni alle forze dell’ordine in modo da dare la possibilita a questi ultimi di analizzare il dispositivo per capire se prima dell’incidente il guidatore era al telefono, leggeva o inviava messaggi. Per aggirare i limiti del Quarto Emendamento concernenti la privacy, il nuovo dispositivo chiamato textalyzer, non dovrebbe tenere conto di conversazioni, contatti, numeri di telefono, foto e dati delle applicazioni ma soltanto accertare l’utilizzo dello smartphone in quei frangenti.

Spostando l’attenzione sul nostro paese, secondo la Polizia stradale italiana gli SMS sono la prima causa di decessi al volante; in un documento presentato lo scorso anno al Giffoni Film Festival, il direttore centrale della Polizia stradale, Roberto Sgalla, ha detto:

Negli studi comportamentali gli psicologi dimostrano che oggi la guida è diventata “un’attività” di guida. spesso chi è al volante fa altro; con la vettura in movimento installa il navigatore, guarda la tv sull’iPad, legge iBook, gioca col computer, carica il lettore mp3, riceve e manda sms, parla al cellulare. Ciò abbassa il livello di attenzione e moltiplica i pericoli. Velocità eccessiva, alcol, droga possono essere controllati con autovelox e test, la distrazione provocata dalla tecnologia no.

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