Maxi truffa a Napoli, dove dei malviventi hanno fregato migliaia di persone, vendendo il corpo di un iPhone X, ma con interno Android.

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La Guardia di Finanza ha recentemente sequestrato due depositi clandestini a Casoria, dove venivano raccolti migliaia di componenti smartphone contraffatte provenienti da Hong Kong, per poi essere assemblate in perfette repliche di iPhone X, per essere venduti in fine ad ignari utenti in giro per l’Italia.

Il trucco stava nell’interno dello smartphone, proveniente da sistemi Android, ma con installato un tema identico a quello presente su iOS attualmente.

Ecco cosa conferma la fonte:

I telefoni fatti passare per prodotti di Cupertino, erano dotati di un’interfaccia grafica del tutto identica a quella iOS, il sistema operativo dei telefoni cellulari della Apple, ma in realtà giravano su Android. Con questo stratagemma i venditori fraudolenti avrebbero venduto al costo legale di 1.139 euro, prodotti truccati di prezzo molto inferiore. I prodotti, secondo quanto comunicato dalle Fiamme Gialle, sarebbero arrivati nel Napoletano da Hong Kong in forma scomposta. Tutti i pezzi erano privi anche della scocca esteriore che sarebbe poi stata montata in un secondo momento nei depositi di stoccaggio posti sotto sequestro.
La contraffazione costa 5 miliardi di euro e 105mila posti di lavoro.

Secondo quanto rivelato dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli, quella messa in atto sarebbe una tecnica inedita grazie alla quale era possibile ottenere ingenti guadagni. I falsi iPhone X venivano infatti corredati di tutti i particolari che ad un primo e poco attento sguardo ne impedivano il riconoscimento. Ai dettagli del telefonino si aggiungevano, poi, quelli del packaging che veniva perfettamente replicato. C’era la documentazione commerciale di spedizione; sulle confezioni dei prodotti importati risultavano ritratte cuffie acustiche o batterie al litio sostitutive, raffigurate per mezzo di pellicole adesive plastificate di facile asportazione. Una volta rimosse, invece, venivano alla luce le effigi perfettamente riprodotte del noto brand della “mela” tipiche della casa di Cupertino.

Nel corso delle verifiche sui prodotti sequestrati, i militari hanno rinvenuto anche finti scontrini di acquisto tutti identici tra di loro e riportanti la denominazione di una nota catena di elettronica di diffusione nazionale. I falsi tagliandi fiscali erano stati appositamente predisposti dai presunti truffatori per attestare la verosimile “prova di acquisto” del prodotto tecnologico, al costo legale di 1.139 euro. Gli inquirenti hanno inoltre reso noto che gli scontrini avrebbero potuto facilmente essere utilizzati – mediante i canali di scambio dell’usato tra privati, diffusi soprattutto sul web – nei confronti di potenziali acquirenti, ignari della contraffazione e del connesso sistema fraudolento.

Insomma, diffidate dalle imitazioni, dai prezzi abbordabili, perché i veri prodotti Apple si acquistano da siti web certificati come TrenDevice.com, o tramite Apple Store fisici ed online.

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