Un migliaio di lavoratori cinesi di Apple e Ibm nel Sud della Cina sono entrati in sciopero questa settimana per protestare contro gli straordinari forzati, gli incidenti sul lavoro e i licenziamenti, secondo quanto afferma una Ong con sede all’estero. Il nuovo sciopero segue diverse proteste nelle ultime settimane nella provincia meridionale del Guangdong, che svolge un ruolo di primo piano delle esportazioni cinesi.

Lo sciopero dura già da diversi giorni ed hanno costretto a centinaia di poliziotti a scendere in piazza,per sbloccare le strade della città occupate dagli scioperanti, che hanno portato numerose proteste alcune anche molto animate. Il motivo che ha spinto ai suddetti operai di scioperare, è che tali dipendenti erano costretti a lavorare fino alle 24 (dove il contratto prevedeva fino alle 18:00), e qualche volta addirittura fino alle 2 del mattino, tutto ciò ha comportato un lavoro totale pari a 120 ore al mese, un vero e proprio abuso e sfruttamento. La protesta non riguarda solo le ore lavorative, ma comprende anche gli infortuni sul lavoro sempre più frequenti, i licenziamenti di massa e i numerosi insulti ricevuti durante il lavoro. I datori di lavoro sono scesi in piazza per assicurare meno ore di straordinario, per attenuare le proteste.

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