Sicuramente molti di voi penseranno che Apple faccia produrre i propri dispositivi in Cina poiché ma manodopera costa molto poco rispetto all’America ma non è tutto. Andiamo a vedere la spiegazione nel dettaglio.

Secondo alcune analisi condotte nei mesi passati, sarebbe emerso che il processo di manifattura avrebbe un impatto decisamente minimo nel costo totale di un dispositivo, definito principalmente da altri fattori come il design e i vari processi d’ingegneria. Il risultato? Pagare i salari americani aumenterebbe il prezzo di ogni iPhone di 65$. Non una fortuna, o almeno non un qualcosa in grado da sola di far decidere ad Apple di muovere in Cina la propria produzione.

E per descrivere tutto ciò, c’è un esempio: a distanza di poche settimane dall’arrivo di iPhone nei negozi, Apple decise di ridisegnarne lo schermo all’ultimo minuto, rendendo così necessario un enorme sforzo aggiuntivo nella catena d’assemblaggio. Fu proprio Steve Jobs a prendere la decisione, tirando fuori il vecchio modello di iPhone dalla propria tasca e criticandone pesantamente il fatto che lo schermo fosse incline ai graffi:

“Non venderò un prodotto che si graffi. Voglio uno schermo di vetro e lo voglio perfetto in sei settimane.”

Subito dopo la riunione, uno dei presenti prese un volo per Shenzhen, in Cina: non c’era altro posto dove andare. Gli schemi dei nuovi schermi voluti da Jobs arrivarono intorno a mezzanotte nella fabbrica, dove un caposquadra svegliò immediatamente 8.000 operai collocati nei dormitori della società, dando a ognuno di essi tè e biscotti e arrivando così a produrre 10.000 iPhone al giorno, dotati del nuovo schermo, in appena 96 ore.

“Le loro velocità e flessibilità sono da togliere il fiato. Non c’è stabilimento in America che possa eguagliarle.”

Avrebbe detto uno dei vecchi vertici di Apple.

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