I dati contenuti sul sito potrebbero essere cancellati giovedì. Anche gli utenti che hanno uploadato file di lavoro o documenti personali potrebbero perdere le proprie cartelle.

A partire da giovedì, i dati presenti su MegaUpload potrebbero subire un processo di cancellazione. La notizia che sta circolando in Rete ha destabilizzato soprattutto i clienti onesti del sito, sul quale hanno caricato, semmai, materiale non protetto da copyright. La chiusura di diversi siti di file-sharing, come Rapidshare, Filesonic e MegaPorn hanno dato una battuta d’arresto alla circolazione di materiale appartenente ai rispettivi detentori dei diritti d’autore, mettendo anche in bilico la pirateria online che da anni è dilagata in Rete. Anonymous ha attaccato diversi siti, tra i quali quelli appartenenti a diverse etichette discografiche ma anche il portale del Dipartimento della Difesa americana, schierandosi contro la politica repressiva messa in atto dall’FBI.

I siti cyberlocker, però, vengono utilizzati anche per archiviare informazioni importanti, contenuti in file pdf, documenti di lavoro e backup di cartelle che di certo non infrangono il copyright altrui. Nella cancellazione, dunque, a perderci sarebbero soprattutto gli utenti che hanno sempre rispettato le regole e non hanno mai violato il diritto d’autore. Bisogna, dunque, salvare il salvabile contenuto all’interno di questi importanti piattaforme cloud. Per questo motivo, l’avvocato della difesa Ira Rothken e i procuratori legali si sono già messi a lavoro per difendere l’onesta degli utenti. La cancellazione dei file su MegaUpload deriva anche dal fatto che i fondi della piattaforma e i conti correnti ad essa associati saranno congelati.

La Rothken ha dichiarato che c’è ottimismo sulla vicenda che coinvolge ben 50 milioni di clienti e che di certo si “raggiungerà un accordo dato che gli Stati Uniti come anche Megaupload dovrebbero avere lo stesso desiderio di proteggere i consumatori“. La querelle, dunque, è nelle mani dei legali della difesa e dell’accusa, a meno che la Corte dell’Eastern District of Virginia non decida di intervenire in questa delicata questione che non coinvolge solamente i grandi vertici ma soprattutto i consumatori.

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