Paolo Pagnini, venticiquennale appassionato Mac e divulgatore trasversale ha pubblicato un suo racconto basato su una surreale ipotesi. E se Steve Jobs non fosse realmente “scomparso”? Un gioco di fantasia e tecnologia che permette di far comunicare il genio con i suoi discepoli.


– Ciao Steve!
– Ciao Tim!
– Come è andata?
– Non male, Steve, non male…
– Non male non vuol dire bene, vero Tim?

– Non male, vuol dire… non male, Steve!

– Ho bisogno di più dati, Tim, e lo sai! Perchè tutto possa continuare a funzionare ho bisogno di più informazioni. Anche in passato ne ho sempre avuto bisogno, in realtà, ma adesso più che mai.

 

– Le avrai, Steve, le avrai. Sono qui solo per verificare che tutto funzioni.

– Certo che funziona, Tim. E’ il mio miglior progetto! E’ quello a cui ho dedicato gli ultimi sei anni. O forse sarebbe più esatto dire tutta la mia vita!

– Verificare, Steve! Ricordi? Ce lo hai insegnato tu! Sto solo verificando. Domani avrai tutti i dati che ti servono, sui risultati del Keynote di oggi. Intanto lavora sulle reazioni del pubblico in sala, che quelle dovrebbero esserti già arrivate. Domani inizieranno ad arrivare quelle della stampa specializzata e generalista, e poi, fra qualche giorno potrai iniziare a studiare i dati di vendita.

– Le reazioni del mercato sono importanti, Tim. Parte tutto da lì, ma poi è necessario incrociarle con tutto il flusso proveniente dalla rete. Anche la più piccola reazione va registrata ed analizzata, anche l’inconveniente apparentemente più insignificante va annotato e tutto va ponderato.

– Allora ci vediamo domani, Steve. Buona notte.

– Buona notte Tim.

Tim lasciò la stanza e con passo sicuro si diresse verso il parcheggio.
Se qualcuno lo sapesse, pensava. Se qualcuno solo immaginasse…

Il progetto SIRI era già realtà da qualche mese, ormai, ma ciò che nessuno, in effetti all’epoca poteva immaginare era che il servizio di “assistente vocale” installato sui nuovi iPhone non era che il depotenziamento della più strabiliante innovazione tecnologica di sempre.

SIRI “quello vero” era installato solo sul potentissimo SuperMac personale di Tim ed era l’applicazione pratica della più straordinaria intuizione di Steve.

SIRI “quello vero” era ciò a cui Steve aveva lavorato segretamente negli ultimi anni della sua vita.

SIRI “quello vero” era la vera eredità che Steve aveva lasciato alla Apple, la sua azienda, la sua creatura, la sua creazione.

I commentatori, tutti i commentatori seguendo le prime indiscrezioni e le illazioni dei più informati, avevano parlato di 3/4 anni di progetti “nel cassetto” di Steve, lasciati in eredità all’azienda per proseguire il suo cammino trionfale.

E in questo c’era una base di verità.

Ma ciò che nessuno poteva immaginare è che non si trattava, non si era trattato di progetti “statici”, ma di idee “dinamiche” che si sviluppano, si modificano ed evolvono sulla base dei dati e dei risultati che ogni evento ha stimolato, creato, crea e creerà.

SIRI “quello vero” (Steve Interactive Real Image) è la vera eredità che Steve ha lasciato alla Apple, la sua azienda, la sua creatura, la sua creazione. E’ il regalo supremo che Steve ha, in definitiva, fatto a se stesso e al mondo: l’immortalità.

Passato il periodo sperimentale durante il quale Steve “è vissuto” solo nel SuperMac di Tim, il progetto dinamico, che prevedeva lo sviluppo di una innovativa interfaccia in 3D, si è completato. Il perfezionista Steve, non ha mai avuto fretta. E meno che mai poteva esserci fretta di fronte all’eternità.

Quando e come Steve è tornato a sedersi al suo posto in sala riunioni, non poteva non essere che una decisione tutta sua…

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