Il podcast della trasmissione di This American Life (TAL) con il reportage di Mike Daisey sulle dure condizioni di lavoro delle fabbriche cinesi dei gadget digitali della Apple aveva fatto quasi 900 mila download, un record assoluto. Peccato che in queste ore i produttori di TAL facciano marcia indietro e decidano di ritrattare, l’estremo segno di ammissione di colpa per il giornalismo anglosassone: nella sua corrispondenza Daisey ha condito la storia con affermazioni esagerate o non vere, ha parlato di sostanze chimiche tossiche che però hanno colpito una fabbrica lontana mille chilometri da quella che aveva visitato, ha intervistato gli operai facendosi aiutare da un’interprete misteriosamente svanita subito dopo.

Una quantità di particolari fasulli che ha indotto lo stesso Daisey ad ammettere: ho fatto teatro, non giornalismo. E del resto Mike non è giornalista ma attore specializzato in monologhi a braccio, un Ascanio Celestini sovrappeso bravissimo ma non assuefatto alla rigorosa pratica del “fact checking” che contraddistingue le pubblicazioni giornalistiche come TAL.
L’ultimo lavoro di Daisey si intitola “Agonia ed estasi di Steve Jobs” (il testo è disponibile in public domain) e sembra proprio che alla fine la retorica dell’immaginazione abbia preso il sopravvento sul rigore dell’inchiesta.
La storia sta sollevando un’onda di piena di polemiche intorno al programma di Public National Radio andato in onda a gennaio, la prima volta dai microfoni di WBEZ Chicago.
Ira Glass, il produttore che lo aveva presentato, oggi ha guidato l’episodio numero 460 di TAL per spiegare ai suoi ascoltatori gli errori commessi durante la realizzazione dell’episodio 454, quello incriminato. La trasmissione aderisce al normale standard di affidabilità di un programma diffuso su scala nazione, ha scritto Glass sul blog del programma.” Non siamo stati all’altezza di questo standard.”
Al momento, la trascrizione dell’intera trasmissione “truccata” è ancora disponibile, ma forse non durerà ancora a lungo. Resterà invece l’opera di denuncia di Daisey attore civile, che dopo essersi scusato sul suo blog ribadisce di essere comunque orgoglioso per aver attirato tutta questa attenzione sulle terribili condizioni lavorative di coloro che mettono insieme i prodotti di alta tecnologia che ci piacciono tanto.
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