Non si arresta il fiume di indignazione che coinvolge parte del popolo del web e del popolo delle strade contro le condizioni di lavoro nelle fabbriche cinesi. Il lancio di The New iPad è stata un’occasione per una nuova protesta.

I manifestanti hanno inteso beneficiare della copertura mediatica relativa al lancio del tablet per dimostrare il loro disappunto. Il gruppo era quello di Ghange.org che si è stabilito all’esterno dei negozi delle città più importanti degli Stati Uniti (New York City, San Francisco).

 La protesta è stata quanto mai singolare perché gli attivisti, in buona sostanza, hanno tentato di convincere la folla in coda per il tablet ad abbandonare i toni festosi richiesti da Apple ed assumere una posa quanto mai pacata e serena.

Non tutti hanno capito il senso profondo del gesto messo in campo dai manifestanti; non tutti i seguaci di Apple sanno ciò che sta accadendo negli ultimi mesi in termini di risalto mediatico sulle condizioni di lavoro in Cina, ne tanto meno sanno che la Apple da anni si serve della manodopera cinese per l’assemblaggio dei suoi prodotti.

Gli attivisti hanno proseguito la protesta preparando una lettera di poche parole in cui si chiedeva ovviamente maggiore trasparenza per ciò che riguarda le condizioni di lavoro negli stabilimenti in cui si serve l’azienda di Cupertino. E’ ormai chiara la volontà dei manifestanti di mettere sotto pressione Apple fin quando non cambieranno le cose all’interno delle fabbriche. Evidentemente le ultime iniziative di Tim Cook, volte a rassicurare media ed utenti, non sono bastate.

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