L’ex giornalista di tecnologia, conduttore in radio, presentatore televisivo, doppiatore, Jon Briggs, ormai ha una delle voci più riconoscibili al mondo dato che ha lavorato, a sua insaputa, per dare la voce Britannica a Siri.

Jon Briggs però, non ha registrato tutte le voci di Siri, infatti lui stesso fa sapere che Apple ha acquisito la licenza di un sistema text to speech che avevo registrato 6 anni fa [con un’altra società], e che quindi è stato utilizzato non solo per Siri”. In una recente intervista Jon ha rivelato come è andata con le registrazioni e come Apple si è comportata con lui.

Come hai scoperto che la tua voce era diventata quelladi Siri?

“Ho visto una dimostrazione del nuovo iPhone su BBC News”. 

Che sensazione hai avuto al momento? E che sensazione provi oggi?

“Ero entusiasta! Mi sento così ancora adesso: sono orgoglioso di essere stato usato per un prodotto tecnologico fantastico”.

Davvero non sei stato informato da Apple che la tua voce sarebbe stata quella di Siri? Non hai sentito nessuno nemmeno dopo l’uscita dell’iPhone 4S?

“No…”

Possiedi un iPhone 4S? Sei soddisfatto di come è stata impiegata la tua voce?

“Ne ho uno e penso che sia eccezionale. Basta pensare a cosa ci portavamo in tasca 10 anni fa, non c’è paragone. Per quanto riguarda il risultato finale di Siri – non sta a me dirlo. Se chi ha creato il software e chi lo usa sono soddisfatti, lo sono anch’io”. 

Secondo te Siri suona giusto, ha qualcosa che non ti convince?

“Nessuna voce sintetizzata suonerà mai esattamente come una voce umana, dato che le nostre voci sono continuamente cariche di emozioni – ma ci arriva vicinissimo!” 

La tua voce è impiegata anche in altri aggeggi, oltre all’iPhone?

“Sì. Anzi, tutti i computer Apple contengono voci sintetizzate, tra cui Daniel, che legge ciò che si vede o che viene scritto sullo schermo. Apple ha sempre usato la sintesi vocale sin dal lancio dei primi Mac nel 1984. C’è un video con Steve Jobs nel quale si vede il computer che lo dimostra in prima persona.Curiosamente questa presentazione si svolse il giorno del mio diciannovesimo compleanno: l’anno in cui diventai un giornalista di tecnologia”. 

Qual è il tuo rapporto con la tecnologia?

“Ho sempre amato la tecnologia: il mio primo lavoro per la National Radio fu come reporter per la BBC in un programma chiamato The Chip Shop, che era la prima incursione della BBC nel mondo dell’IT. Sono un early adopter e la mia compagnia (una società di rappresentanza artisti) sfrutta la tecnologia per mantenere una posizione di vantaggio sulla concorrenza”. 

Cosa pensi di Apple?

“Penso che Apple sia sempre stata una spanna davanti a tutti in fatto di tecnologia. Molti di noi erano troppo stupidi per capire perché fossero così speciali, ma credo che adesso ci siamo arrivati”.

Come
 ti immagini il futuro?

“Oggi il nostro utilizzo della tecnologia è elementare. Se scatti una foto della tua scrivania e la metti in una cartella chiamata “Aprire nel 2032” (tra soli 20 anni), potrai mostrare ai tuoi figli e ai tuoi nipoti come sembravano stupidi i nostri tavoli: disseminati di cose come tastiere e scatole e dischi e cavi. Il cloud e i dispositivi di riconoscimento vocale e dei gesti cambieranno per sempre il modo in cui lavoriamo e creiamo. Sarà fantastico!”

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