In questi ultimi mesi, Apple è stata attaccata diverse volte per quanto riguarda la sicurezza della privacy dei propri dispositivi. Con iOS 6, Apple ha deciso di dare libertà agli utenti tutelandosi da soli utilizzando il modulo UAC utilizzato anche da Windows.

User Account Control (UAC, ovvero “Controllo Account Utente”) è una modulo introdotto con Windows Vista che gestisce i permessi degli utenti, limitando o impedendo l’installazione di software potenzialmente dannoso per il sistema.

Questo modulo ha esasperato moltissimi utenti i quali dovevano autorizzare tutto quello che accade sul proprio computer.

Per quanto ne so, UAC è una tecnologia solida che fa esattamente ciò per cui è stata progettata. Nel mio modo di vederla, la pubblicità negativa e la reazione avversa ad UAC sono state causate soprattutto dal fallimento del marketing e delle pubbliche relazioni di Microsoft, piuttosto che da reali problemi. Detto questo, è chiaro il paragone fatto da Naraine.
Il problema di UAC -e dei permessi su iOS 6- è che rischia di essere opprimente, almeno dalla prospettiva dell’utente medio. La gente sarà inondata da popup di avvisi e da finestre di dialogo che chiedono continuamente il permesso per tutto. Non sapendone abbastanza per determinare se un’attività è legittima o meno, finiscono con l’accettare tutte le richieste.

Ecco cosa scrive Andrew Storms, esperto di sicurezza per nCircle:

Invece di concentrarsi sulla parte difficile, ovvero mettere su una policy della privacy realmente rispettosa degli utenti e dare filo da torcere agli sviluppatori che violano le regole, Apple ha in sostanza deciso di infastidire i propri utenti richiedendo loro di fare clic su una finestra di dialogo per tutte le app sul proprio telefono. […] Finirà come nei giochi “schiaccia la talpa,” ovvero l’esatto tipo di cose che gli utenti odiano e che ignorano completamente.

Non sappiamo in che modo Apple abbia intenzione di implementare questo modulo. Speriamo che non sia troppo invasivo.

 

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