Prima dell’improvvisa morte di Steve Jobs, nell’Ottobre dello scorso anno, gli affaristi usavano i problemi di salute di Jobs come motivazione nel tenere i prezzi delle azioni piuttosto bassi e adesso sono tutti preoccupati nel vedere la sua Mela morsicata senza il proprio fondatore.

Per fortuna le azioni Apple anche in assenza del leader si sono mantenute in quote elevate. In un certo senso la sua morte ha liberato gli affaristi, poiché possono finalmente valutare l’azienda come è realmente, ovvero la migliore sul pianeta, resa tale dalla lungimiranza dell’ex CEO.

Ma ecco che adesso è Google sotto mira: adesso è Larry Page ad avere problemi di salute; durante un colloquio se n’è andato all’improvviso senza alcuna motivazione apparente. Il presidente esecutivo Eric Schmidt ha dichiarato che Page ha perso la voce.

Quello che preoccupa gli affaristi e gli investigatori, adesso, è che Larry Page diventi il successivo “malato cronico”, come lo è stato, suo malgrado, Steve Jobs. Jobs è stato d’esempio: sebbene malato di cancro ha guidato la sua azienda al successo, rendendola forte e capace di continuare anche senza di lui.

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