Nell’ultima fase della sua campagna anti-Google, soprannominato “Scroogled,” Microsoft ha iniziato a mettere in evidenza il fatto che le informazioni personali degli utenti Android “sono condivise con gli sviluppatori ogni volta che viene scaricata un’applicazione.

Il sito web “Scroogled” è stato aggiornato oggi con un video che spiega in dettaglio come ogni volta che un utente scarica un applicazione da Google Play  Store, il nostro nome completo, l’indirizzo email, e il luogo di residenza, vengano passati da Google allo sviluppatore dell’app di cui stiamo effettuando il download. La campagna evidenzia che tutto ciò serve agli sviluppatori, per monitorare quali applicazioni vengono scaricate dal singolo, o da categorie di utenti.

“La maggior parte dei produttori di app sono affidabili”, afferma il video. “Tuttavia, nelle mani sbagliate, per cosa potrebbero essere usate le vostre informazioni?”

Il video mostra che vengono raccolte informazioni riguartdo a questioni personali ipotetiche, compreso il fatto di essere sovrappeso, avere problemi di colesterolo o avere un bambino.

La cosa più grave, ribatte Microsoft, è che l’utente è ignaro di tutto. Questo trasferimento di informazioni infatti non è specificato nel processo di checkout, sulla ricevuta, o nel riepilogo delle operazioni.

Naturalmente, gli sforzi di Microsoft sono mirati a spingere il consumatore verso la propria piattaforma Windows Phone, che non condivide le informazioni personali con i developers. Google controbatte, affermando che le sue pratiche di condivisione sono descritte nei termini di servizio del Play Store, e che quindi vengono accettate da ogni singolo utente al primo utilizzo del servizio stesso.

Greg Sullivan, senior manager di Microsoft per Windows Phone, ha detto all’Associated Press che crede che la sua azienda offra una soluzione migliore per gli utenti mobili e ha definito atroce la condivisione di informazioni da parte di Google.

L’update di oggi è il terzo attacco principale lanciato da Microsoft con la sua campagna “Scroogled” contro Google. Nella prima fase, Microsoft ha spiegato in dettaglio come gli algoritmi di Google ottengono informazioni tramite le e-mail personali degli utenti al fine di indirizzare la pubblicità. In alternativa, naturalmente, Microsoft propone all’utente l’utilizzo del proprio software Outlook. La seconda campagna “Scroogled”, ha spiegato in che modo Google Shopping è un elenco di annunci mirati che, secondo Microsft, possono essere scambiati troppo facilmente dall’utente con i veri e propri risultati di ricerca. L’alternativa Microsoft è in questo caso Bing.

Ecco a voi il video in questione:

 

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