È nata una nuova applicazione studiata per diventare gli occhi dei non vedenti.bemyeyes002-640x426

Karen Koch Rasmussen ha una bella vita, nonostante sia una persona non vedente. Sviluppa sistemi tangibili per identificare le cose che la circondano, e la cosa le riesce piuttosto bene. Ha anche adottato un sistema per rendersi conto quando le cose non si trovano al posto giusto.

Per questo motivo, quando alla ragazza di 26 anni è stato offerto un aiuto da una App per iPhone, un “paio di occhi” virtuali da sfruttare in momento di necessità, proprio non sapeva come utilizzarli.

La soluzione adottata dalla ragazza ha meno di una settimana di vita e, nonostante ciò, ha già aiutato persone non vedenti più di 10.000 volte. Si chiama Be My Eyes.

Più di 64.000 volontari vedenti sono pronti ad assistere la persona in qualunque parte del mondo si trovi, attraverso una Chat live avviata al momento. Attualmente più di 5000 utenti non vedenti hanno scaricato l’applicazione in una sola settimana, per il momento è disponibile esclusivamente per iOS ed a breve sarà disponibile anche per dispositivi Android.bemyeyes003-640x483

Koch Rasumussen è stato tra i primi a testare l’applicazione, che è stata sviluppata in Danimarca dallo studio software Robocat, dopo una idea lanciata da un uomo la cui vista sta lentamente peggiorando.

Be My Eyes è una App che si sviluppa grazie alla comunicazione ed al linguaggio, una persona nel Regno Unito può aiutare una in America e viceversa; nel caso in capiti un utente la cui lingua non venga parlata dal volontario, si può chiedere di utilizzare un’altra lingua di default. Attualmente Be Mye Eyes è disponibile in più di 80 lingue.

Behan Jorgen Wiberg, un tappezziere che sta progressivamente perdendo la vista, ha detto che ha insegnato ad alcuni amici ad utilizzare FaceTime per poter ricevere assistenza visiva. Lo svantaggio, però, è che FaceTime è utilizzabile solo con persone che conosci, e le persone non vedenti possono erroneamente pensare di dar fastidio a qualcuno chiedendo aiuto, ma la soluzione di chiamare un volontario per ricevere assistenza è ben diversa. Per questo ha inventato questo sistema grazie al quale è nata Be My Eyes.

Wiberg lanciato l’idea a Copenaghen tre anni fa ed un team di otto persone immediatamente ha firmato per sviluppare l’applicazione. Il primo anno è stato speso per la raccolta di fondi pari a 300.000 dollari donati da una organizzazione filantropica danese che ha permesso alla squadra di assumere degli ingegneri per iniziare la creazione.

L’uomo ha dichiarato che per il momento, dato che non ha ancora perso totalmente la vista, non utilizzerà l’applicazione, ma quando arriverà il giorno, lo farà sicuramente.

Per poter dare sempre il massimo, agli utenti, dopo aver ricevuto assistenza, viene sempre chiesto di recensire il volontario, se viene segnalata una esperienza negativa, quell’utente non verrà mai più messo in contatto con lo stesso volontario, ed, in casi estremi, si procede all’allontanamento del volontario.

Be My Eyes è una applicazione gratuita, ed è possibile scaricarla a questo link.

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