Secondo uno studio della IDC Research 4 persone su 5 che possiedono uno smartphone lo utilizzano nei successivi 15 minuti dopo essersi svegliati.

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Secondo invece un altro studio del Trends In Consumer Mobility Report della Bank Of America, il 71% degli utenti possessori di un cellulare si addormentano con il dispositivo a meno di un metro di distanza.

La media di volte in cui viene acceso e consultato al giorno è di 150, persino durante i pasti e, in moltissimi casi, anche mentre si è in bagno.

Per alcune persone la relazione con questo genere di dispositivi rasenta quella della dipendenza intesa come problema clinico, al punto che si parla di nomofobia, la fobia di trovarsi lontano dallo smartphone per troppo tempo.

Indubbiamente, utilizziamo app per qualsiasi motivo; preferiamo avere un’app del meteo che guardare dalla finestra per sapere se piove, ci piace fare acquisti attraverso applicazioni piuttosto che andare in un negozio e anche quando ci stiamo annoiando ci piace giocare magari tentando la fortuna con giochi appassionanti come la roulette online.

iOS ha già incluso da qualche tempo una funzione per sapere quanto tempo utilizziamo l’iPhone e, curiosamente, sono nate numerose applicazioni che ci possono aiutare ad “autodiagnosticare” quanto tempo passiamo guardando quel piccolo schermo e a capire se stiamo diventando un po’ troppo dipendenti. In tal caso, sarà meglio iniziare a metterci dei limiti di utilizzo che ci garantiscano una relazione sana ed equilibrata con i nostri dispositivi. Scopriamo insieme quali sono queste app.

Checky

Si tratta di un’app molto semplice ed intuitiva che conta tutte le volte che sblocchiamo il dispositivo durante la giornata. Il contatore si riavvia ogni giorno a mezzanotte e il numero del giorno appena trascorso entra in una statistica che permette di tenere sott’occhio l’evoluzione e di identificare abitudini. E’ inoltre possibile attivare delle notificazioni che inviano un riassunto quotidiano del numero di volte che è stato sbloccato il dispositivo durante il giorno.

QualityTime

QualityTime non si limita a contare le volte in cui hai sbloccato lo smartphone, ti offre anche dati su quanto tempo hai usato ogni applicazione. Inoltre genera statistiche e grafici dello storico d’uso degli ultimi mesi e che puoi configurare in base alle tue esigenze.

Questa app ti offre strumenti per cominciare da subito la “detox digitale”, puoi programmare periodi di riposo personalizzati in cui non ricevere notificazioni, chiamate, ecc.

Forest

Questa applicazione si basa sulla tecnica Pomodoro, nata alla fine degli anni ‘80 per gestire il tempo ed essere più produttivi. Secondo questo approccio possiamo aumentare la nostra produttività concentrandoci in un unico compito per 25 minuti senza pause e dedicarci a qualsiasi altra cosa nei successivi 5 minuti di riposo.

Forest, partendo da questo approccio, ci fa piantare un albero virtuale che crescerà soltanto se non utilizziamo il cellulare per mezz’ora; se proviamo a sbloccarlo compaiono messaggi che provano a dissuaderci. L’obiettivo è riuscirci varie volte e creare un bel bosco virtuale.

Anche in questo caso sono disponibili statistiche quotidiane e che possono essere condivise con altre persone.

Pause

In questo caso entra in gioco la “gamification” per convincerci ad usare il meno possibile lo smartphone. Con Pause si può competere con amici e familiari per vedere chi riesce a resistere più tempo mantenendo il cellulare in modalità aereo. 

D’a l’opportunità di selezionare che attività si vuole portare a termine nel tempo di disconnessione, quanto tempo sarà necessario e, volendo, aggiungere note e foto dell’evento.

Ovviamente viene mostrato un ranking aggiornato per sapere a che posizione ci si trova rispetto agli altri partecipanti alla “gara”.

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