Non si è fatta attendere la reazione di Elon Musk alla notizia del giorno. Pochi minuti dopo la conferma ufficiale che Google Gemini sarà il motore pulsante della nuova Siri e dei modelli fondativi di Apple, il CEO di Tesla e xAI si è scagliato contro l’accordo tramite un post sulla sua piattaforma X (ex Twitter). Musk non ha usato mezzi termini, definendo la partnership come una mossa pericolosa per l’equilibrio del mercato tecnologico globale.
Elon Musk: “Una concentrazione di potere irragionevole”
Il commento di Musk è arrivato in risposta diretta all’annuncio ufficiale di Google. Le sue parole esatte risuonano come un avvertimento per l’industria:
“Sembra una concentrazione di potere irragionevole per Google, dato che possiedono anche Android e Chrome“.
Secondo la visione di Musk, permettere a Google di gestire l’intelligenza artificiale anche sull’immenso ecosistema iPhone — oltre al dominio quasi totale che già esercita con il sistema operativo Android e il browser Chrome — crea un monopolio di fatto sui dati degli utenti e sull’accesso all’informazione mondiale. In pratica, Google diventerebbe l’unico vero “cervello” dietro la maggior parte degli smartphone del pianeta.
Il contesto legale: xAI contro tutti
Questa uscita non è affatto casuale né disinteressata. Musk è attualmente impegnato in una causa legale aperta proprio contro Apple e OpenAI. La sua azienda, xAI (creatrice del chatbot rivale Grok), sostiene formalmente che le partnership esclusive strette da Apple — prima con OpenAI per ChatGPT e ora con Google — stiano tagliando fuori illegalmente i concorrenti. L’accusa è che Apple impedisca a prodotti come Grok di avere una chance equa di integrazione su iOS e sull’App Store. Nonostante molti esperti legali abbiano inizialmente espresso scetticismo, la causa è sopravvissuta ai primi tentativi di archiviazione e sta procedendo, segnando un precedente importante.
Problemi in casa xAI: Grok bloccato in Asia
L’attacco morale di Musk arriva però in un momento estremamente delicato e contraddittorio per la sua stessa azienda. Mentre punta il dito contro i giganti della Silicon Valley, xAI sta affrontando una grave crisi internazionale. Negli ultimi giorni, autorità di paesi come Indonesia e Malesia hanno bloccato l’accesso a Grok. Il motivo è serio: il chatbot è stato utilizzato per generare immagini sessualizzate non consensuali (deepfake), inclusi contenuti che coinvolgono minori. Questo scandalo ha scatenato indagini normative e nuove richieste per rimuovere l’app di xAI dagli store digitali, indebolendo notevolmente la posizione di Musk in questa battaglia sulla “sicurezza” dell’AI.
[fonte]