In un panorama tecnologico dove le grandi Big Tech dettano spesso legge, arriva una notizia sorprendente che vede l’Italia protagonista di una “resistenza” digitale. A seguito di un attento esame normativo e delle pressioni delle autorità garanti, Meta ha confermato ufficialmente che il controverso divieto imposto ai chatbot LLM (Large Language Models) di terze parti su WhatsApp non verrà applicato agli utenti in Italia e in Brasile. Mentre nel resto del mondo le restrizioni entrano in vigore, nel nostro Paese potremo continuare a usare l’intelligenza artificiale liberamente tramite l’app di messaggistica più diffusa.
Il contesto: Il blocco voluto da Zuckerberg su WhatsApp
Tutto è iniziato lo scorso ottobre, quando Meta ha annunciato una modifica unilaterale e aggressiva alle sue politiche di utilizzo: aziende esterne come OpenAI (creatrice di ChatGPT) e Perplexity non avrebbero più potuto utilizzare le API Business di WhatsApp per offrire i loro servizi come interfaccia conversazionale leggera. Questo divieto, che entra in vigore ufficialmente oggi in quasi tutto il globo, non riguarda i chatbot utilizzati per la semplice assistenza clienti (customer support), ma è mirato specificamente e chirurgicamente contro quelle aziende che usano WhatsApp come sostituto o alternativa ai propri servizi di chatbot principali. L’obiettivo strategico di Mark Zuckerberg era chiaro: impedire che i concorrenti usassero la sua piattaforma, che conta miliardi di utenti, per addestrare o diffondere le proprie intelligenze artificiali generaliste, proteggendo così il terreno per la propria “Meta AI“.
L’intervento decisivo dell’Antitrust Italiano (AGCM)
Fortunatamente per noi utenti italiani, l’autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) non è rimasta a guardare passivamente. A seguito dell’annuncio del blocco, l’AGCM ha avviato immediatamente un’indagine approfondita, concludendo alla fine di dicembre che la mossa di Meta appariva palesemente anticoncorrenziale. L’autorità ha ordinato a Meta di revocare il divieto, sostenendo con forza che la condotta dell’azienda costituisce un abuso di posizione dominante che potrebbe limitare lo sviluppo tecnico e l’accesso al mercato dei servizi di Chatbot AI, causando un danno diretto ai consumatori finali. L’AGCM ha sottolineato che mantenere il blocco durante l’indagine avrebbe potuto causare danni gravi e irreparabili alla concorrenza nel mercato interessato, minando la possibilità di scelta degli utenti.
Brasile e Italia: Le uniche due eccezioni al mondo
Nello stesso giorno in cui il divieto entra in vigore globalmente, Meta ha dovuto confermare l’esclusione anche del Brasile, a seguito di una misura preventiva simile imposta dal CADE, l’ente di vigilanza sulla concorrenza brasiliano. Le nuove condizioni d’uso di WhatsApp Business sono state aggiornate in fretta e furia e ora recitano esplicitamente che, sebbene i fornitori di AI siano proibiti altrove, tali tecnologie possono essere rese disponibili agli utenti che hanno registrato numeri di telefono con prefisso internazionale italiano (+39) o brasiliano (+55).
Ecco perché questa decisione è fondamentale per l’esperienza utente:
• Familiarità d’uso: Molti utenti, specialmente quelli meno avvezzi alla tecnologia, si sentono molto più a loro agio interagendo con ChatGPT o altre AI attraverso l’interfaccia familiare di WhatsApp, trattando l’intelligenza artificiale come un normale contatto in rubrica a cui chiedere consigli o traduzioni.
• Risparmio Dati: In paesi come il Brasile (e in parte anche in Italia con certe offerte), gli operatori mobili spesso escludono WhatsApp dal conteggio dei dati mensili (zero-rating). Questo rende l’uso dell’AI via chat un’opzione economicamente molto più vantaggiosa rispetto all’uso di pesanti interfacce web separate.
Al momento, mentre l’Italia e il Brasile si godono questa libertà digitale esclusiva, è in corso anche un’indagine più ampia nell’Unione Europea che potrebbe estendere l’esenzione dal divieto ad altri paesi membri nelle prossime settimane, a seconda di ciò che deciderà la Commissione Europea.
[fonte]