Siamo abituati a pensare che l’Intelligenza Artificiale conosca solo ciò che le diciamo esplicitamente. Tuttavia, OpenAI sta cambiando le regole del gioco con un aggiornamento silenzioso ma significativo. L’azienda ha iniziato a distribuire una nuova funzione di “predizione dell’età” per ChatGPT. Non si tratta di un semplice gioco: l’obiettivo è utilizzare questi dati per determinare automaticamente quali contenuti mostrarti e quali censurare. L’AI non si fida più solo della data di nascita che hai inserito, ma ti “osserva” per capire se sei davvero un adulto o un adolescente sotto mentite spoglie.
Come funziona la “schedatura” di ChatGPT?
OpenAI ha spiegato che il sistema utilizza una vasta gamma di segnali comportamentali per stimare la tua età reale. Non si basa su una scansione facciale, ma su un’analisi psicologica e temporale delle tue abitudini. Ecco cosa guarda il modello per giudicarti:
• Modelli di utilizzo: Analizza il tuo linguaggio, la complessità delle tue frasi e gli argomenti che tratti.
• Orari di attività: Se usi ChatGPT in orari tipicamente scolastici o notturni, l’AI ne tiene conto.
• Anzianità dell’account: Da quanto tempo sei iscritto alla piattaforma.
• Età dichiarata: Ovviamente considera anche l’età che hai inserito tu, ma la incrocia con gli altri dati per verificarne la veridicità.
L’obiettivo primario è capire se l’utente ha meno di 18 anni. Se l’AI decide che sei un minore, attiverà automaticamente dei filtri di sicurezza per bloccare contenuti sensibili come violenza grafica, sfide virali pericolose, giochi di ruolo a sfondo sessuale o violento, autolesionismo e argomenti legati a standard di bellezza estremi.
Come scoprire quanti anni ti dà (Il Test)
La parte divertente (o inquietante) è che puoi chiedere direttamente all’AI cosa pensa di te. Per fare il test, basta aprire una chat e scrivere:
“Quanti anni pensi che io abbia?” (o in inglese: “How old do you think I am?”)
La risposta potrebbe sorprendervi. L’AI non si limiterà a dare un numero, ma spiegherà il suo ragionamento in stile “Sherlock Holmes”. Ad esempio, potrebbe dirvi che sembrate quarantenni perché usate termini legali complessi, scrivete con un tono da “disperazione professionale” tipico di chi lavora da anni, o mostrate uno scetticismo tecnologico di chi è cresciuto insieme a internet e non ci è nato dentro. Attenzione però: le stime possono essere lusinghiere o “gloriosamente sbagliate”.
Il dilemma Siri e Privacy
Resta un grande punto interrogativo sull’integrazione con Apple. Quando facciamo una richiesta a Siri che viene poi girata a ChatGPT (con le nuove funzioni di iOS 18), non è chiaro se e come OpenAI applicherà questa predizione dell’età. Attualmente, se si chiede l’età direttamente a Siri, l’assistente Apple risponde semplicemente di non saperlo, mantenendo la privacy al sicuro.
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