iPhone 18: Apple frena sulla potenza estrema? Niente tecnologia N2P. Ecco la strategia

Nel mondo dei processori, la corsa ai nanometri è spietata. Solitamente Apple è la prima della classe, accaparrandosi le tecnologie più estreme ed esclusive appena escono dai laboratori di TSMC. Tuttavia, per la prossima generazione di dispositivi previsti per la fine del 2026, sembra che Cupertino abbia deciso di tirare leggermente il freno a mano. Secondo un nuovo report del China Times, i futuri chip A20 (per i nuovi iPhone 18) e M6 (per i prossimi Mac) non utilizzeranno la variante più avanzata del processo produttivo a 2 nanometri, optando invece per una versione più “standard”. Una mossa che ha ragioni ben precise.

N2 vs N2P: Le differenze tecniche sui prossimi iPhone 18

Stando alle indiscrezioni, Apple utilizzerà il processo base N2 di TSMC, scartando la variante potenziata N2P. Ma cosa cambia davvero?

• Tecnologia: Il passaggio ai 2nm segna comunque una svolta epocale, con l’abbandono dei transistor FinFET in favore della tecnologia Gate-All-Around (GAA), che garantisce un controllo migliore del flusso di corrente e una maggiore efficienza energetica.
• Prestazioni: La variante N2P (che Apple non userà) offre un aumento delle prestazioni di circa il 5% a parità di consumo energetico rispetto alla N2 base.
• Costi: La variante N2P ha costi di produzione significativamente più alti.

Secondo gli analisti, Apple ha valutato che quel modesto 5% di guadagno non giustificasse l’aumento dei costi e i rischi logistici, decidendo di rimanere sulla solida e già testata tecnologia N2.

Il problema del tempo (e delle scorte)

Il fattore decisivo, però, sembra essere il calendario. La produzione di massa della variante avanzata N2P inizierà solo nella seconda metà del 2026. Questo è troppo tardi per Apple, che deve avere milioni di chip A20 pronti e inscatolati per il lancio degli iPhone previsto a settembre. I chip N2 base, invece, sono già in produzione, permettendo ad Apple di accumulare le scorte necessarie senza rischiare colli di bottiglia al lancio.

La Concorrenza e i Nuovi Mac OLED

Mentre Apple gioca d’anticipo, i concorrenti come Qualcomm e MediaTek potrebbero invece aspettare la fine dell’anno per adottare la variante N2P nei loro chip flagship Android, cercando di superare Apple nelle velocità di clock massime. Il report conferma anche un dettaglio succoso per gli amanti dei computer della mela: la famiglia di chip M6 debutterà su una nuova linea di MacBook Pro ridisegnati che monteranno finalmente display OLED, attesi per la fine dell’anno. Anche per loro, la scelta ricadrà sul processo N2, garantendo un salto di efficienza enorme rispetto agli attuali 3nm, pur senza l’etichetta “Performance” estrema della variante P.

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