Colpo di scena su Siri e Gemini: Google conferma che l’IA girerà sui LORO server (non su quelli Apple)

Fino a ieri, Apple aveva mantenuto una certa ambiguità su come avrebbe gestito la “collaborazione” con Google Gemini per la nuova Siri. Tim Cook aveva rassicurato tutti parlando di Private Cloud Compute e privacy leader del settore, lasciando intendere che tutto sarebbe rimasto “in casa”. Ma durante la conferenza sugli utili di Alphabet (la società madre di Google) tenutasi poche ore fa, la verità è emersa in modo cristallino. I dirigenti di Google hanno smesso di girarci intorno: la nuova generazione di modelli AI di Apple girerà, di fatto, sull’infrastruttura di Google.

Le parole di Sundar Pichai su Siri e Gemini

A sganciare la bomba è stato direttamente il CEO di Google, Sundar Pichai. Nel suo discorso preparato agli investitori, ha dichiarato testualmente:

“Stiamo collaborando con Apple come loro cloud provider preferito e per sviluppare la prossima generazione di Apple Foundation Models, basati sulla tecnologia Gemini.”

Pochi minuti dopo, il Chief Business Officer Philipp Schindler ha ripetuto quasi la stessa frase parola per parola. Questa dichiarazione spazza via i dubbi: Google non sta solo fornendo il “modello” software (Gemini) da far girare sui server Apple. Google sta fornendo l’infrastruttura fisica (i server).

Il “Gioco di Parole” di Tim Cook

Come si concilia questo con le dichiarazioni di Tim Cook della scorsa settimana? Rileggendo attentamente le parole del CEO di Apple, si nota l’abilità retorica: Cook aveva detto: “Continueremo a eseguire operazioni sul dispositivo e nel Private Cloud Compute, mantenendo i nostri standard di privacy”. Tuttavia, ora appare chiaro che quella frase si riferisse alle funzioni attuali di Apple Intelligence (quelle basate sui modelli creati da Apple). Per quanto riguarda la “nuova Siri” potenziata da Gemini, invece, il lavoro pesante verrà fatto esternamente.

Cosa significa per la Privacy?

Questo cambia le carte in tavola. Se Apple utilizza Google come “cloud provider preferito” per i suoi modelli di nuova generazione:

• I dati delle richieste complesse a Siri lasceranno l’ecosistema Apple per essere elaborati dai TPU (Tensor Processing Units) nei data center di Google.
• Sebbene Apple applicherà sicuramente crittografia e contratti blindati per proteggere gli utenti, il mantra del “tutto fatto in casa con Apple Silicon” viene meno per questa specifica parte dell’esperienza AI.

È la conferma che, per competere ai massimi livelli dell’IA generativa, nemmeno Apple può fare a meno della potenza di calcolo sterminata di Mountain View.

[fonte]