Oggi Apple compie un passo importante e necessario verso la regolamentazione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale nel panorama dell’intrattenimento. Apple Music sta infatti implementando un nuovo sistema di metadati chiamato “Transparency Tags”, ideato per indicare in modo trasparente quando l’AI è stata utilizzata nella creazione di un brano ospitato sulla piattaforma.
L’azienda di Cupertino ha inviato una comunicazione ufficiale ai propri partner industriali per spiegare i dettagli di questo importante rollout.
Come funzionano i Transparency Tags su Apple Music?
Il nuovo sistema di classificazione ideato da Apple copre quattro categorie specifiche della produzione musicale:
• Copertine (Artwork)
• Traccia audio (Track)
• Composizione e testi (Lyrics)
• Video musicale (Music video)
Le etichette discografiche e i distributori possono iniziare ad applicare questi tag sin da subito. Al momento, Apple descrive l’utilizzo di queste etichette come opzionale: se i tag vengono omessi, il sistema darà automaticamente per scontato che non sia stata utilizzata alcuna intelligenza artificiale per quel contenuto.
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Un primo passo verso la trasparenza
Apple ha deciso di delegare ai fornitori di contenuti la responsabilità di determinare cosa si qualifichi esattamente come “generato dall’AI”, trattando questi nuovi tag alla stregua dei generi musicali o dei crediti degli autori. Secondo l’azienda, una corretta etichettatura è il primo passo per fornire all’industria musicale i dati e gli strumenti necessari per sviluppare policy e regole ponderate.
Questo approccio basato sulla fiducia contrasta fortemente con la strada intrapresa da concorrenti come Deezer. La piattaforma francese ha infatti costruito una propria infrastruttura di rilevamento interna per identificare in modo indipendente le tracce AI, anche se il sistema non garantisce una precisione assoluta.
I dati condivisi da Deezer mettono in luce la gravità della situazione attuale: la piattaforma riceve oltre 60.000 brani generati dall’AI ogni singolo giorno, con i contenuti sintetici che ora rappresentano circa il 39% di tutta la musica caricata. Ancora più allarmante è il fatto che, nel 2025, fino all’85% degli stream totalizzati dalla musica AI su Deezer è risultato fraudolento.
Senza un processo visibile di applicazione forzata o di verifica incrociata, il sistema di Apple fa pieno affidamento sull’onestà dei distributori. Resta da vedere come e in che misura l’industria deciderà di adottare questo nuovo standard volontario.
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