In un settore tecnologico da sempre caratterizzato da feroci rivalità e rigidi ecosistemi chiusi, assistere alla celebrazione di una partnership tra due colossi storicamente antagonisti è un evento più unico che raro. È esattamente ciò che è accaduto nelle scorse ore durante il tanto atteso keynote d’apertura dell’evento Google Cloud Next ’26. In un vero e proprio colpo di scena mediatico, l’imminente e radicale rinnovamento dell’assistente vocale di Cupertino, Siri con iOS 27, ha conquistato un inaspettato momento di celebrità direttamente sul prestigioso palcoscenico di Mountain View, confermando una volta per tutte le voci che circolavano incessantemente da mesi.
La storica alleanza: Apple Foundation Models basati su Gemini
Il momento clou della conferenza si è materializzato quando Thomas Kurian, l’attuale e carismatico CEO di Google Cloud, si è posizionato fieramente al centro del palco con un gigantesco e inconfondibile logo della mela morsicata proiettato alle sue spalle. Kurian non ha usato mezzi termini per esaltare l’importanza strategica di avere Apple come cliente chiave per la propria infrastruttura cloud.
“All’inizio di quest’anno, abbiamo annunciato una partnership monumentale con uno dei marchi più iconici e influenti del mondo, un accordo che porterà tutta la strabiliante potenza della nostra tecnologia agli utenti di tutto il pianeta”, ha dichiarato con orgoglio Kurian alla platea.
Il CEO ha poi continuato svelando i dettagli tecnici e le finalità di questa colossale operazione congiunta: “Stiamo collaborando fianco a fianco con Apple, nel ruolo di loro fornitore cloud preferenziale, per sviluppare la nuovissima generazione di ‘Apple Foundation Models’ interamente basata sulla sofisticata tecnologia di Gemini. Questi potentissimi modelli linguistici contribuiranno in modo decisivo ad alimentare le future e avanzate funzionalità di Apple Intelligence, includendo una versione di Siri profondamente più personalizzata e intelligente in arrivo entro la fine di quest’anno”.
La lunga e travagliata attesa per il vero “Nuovo Siri”
Queste dichiarazioni ufficiali mettono finalmente un punto fermo su una transizione software che ha richiesto molto più tempo del previsto. Facendo un doveroso passo indietro, Apple aveva originariamente presentato e promesso l’arrivo di una versione di Siri nettamente più capace e proattiva già durante la WWDC del 2024, con l’intenzione di rilasciarla come fiore all’occhiello di iOS 18. I piani interni, tuttavia, hanno subito dei drastici ridimensionamenti a causa delle enormi difficoltà tecniche riscontrate nello sviluppo di un’intelligenza artificiale generativa proprietaria sufficientemente sicura e performante.
Questo ritardo accumulato ha portato l’azienda californiana a stravolgere la propria roadmap (arrivando persino a modificare la storica numerazione dei sistemi operativi lo scorso anno, saltando a iOS 26) per prendere tempo. Ora, grazie al provvidenziale accordo siglato ufficialmente lo scorso 12 gennaio con Google, i frutti di questa attesa sono pronti a sbarcare sui nostri dispositivi come cuore pulsante del prossimo iOS 27.
Come cambierà l’assistente vocale di iOS 27
Ma cosa dobbiamo aspettarci all’atto pratico da questo Siri “potenziato da Gemini”? L’integrazione del motore neurale di Google permetterà all’assistente di Apple di compiere un vero e proprio salto quantico dal punto di vista dell’usabilità. Ecco le principali novità rivoluzionarie attese:
• Un’applicazione standalone dedicata: Come anticipato dai leak delle scorse settimane, Siri non sarà più solo una bolla fluttuante o un richiamo vocale, ma avrà una sua vera e propria app nativa preinstallata.
• Chatbot conversazionale: L’esperienza d’uso diventerà molto più simile a quella dei moderni chatbot (come ChatGPT o lo stesso Gemini). Si potranno digitare richieste complesse, sostenere conversazioni naturali “botta e risposta” e chiedere all’assistente di generare testi o riassunti.
• Cronologia persistente: Tutte le chat e le interazioni testuali o vocali avute con l’intelligenza artificiale verranno salvate in un archivio storico (log), permettendo all’utente di recuperare facilmente vecchie informazioni o codici generati nei giorni precedenti.
• Esecuzione di comandi multipli: La vera svolta nell’uso quotidiano sarà la straordinaria capacità semantica del sistema di comprendere e analizzare più azioni contemporaneamente da un singolo e articolato comando vocale (es: “Siri, spegni le luci in salotto, invia un messaggio a Marco per dirgli che sto arrivando e avvia la mia playlist preferita per il viaggio”).
La macchina dell’hype è ormai inarrestabile. Apple alzerà ufficialmente il sipario sui primissimi risultati concreti di questa inedita e affascinante partnership sino-statunitense durante l’atteso keynote di apertura della WWDC 2026, fissato per il prossimo 8 giugno. Subito dopo la presentazione, gli sviluppatori e i coraggiosi iscritti al programma di beta testing pubblico avranno l’opportunità esclusiva di mettere alla prova queste straordinarie e inedite funzionalità nel corso dei caldissimi mesi di giugno e luglio, preparandosi al definitivo rilascio globale della versione stabile di iOS 27 previsto per il mese di settembre.
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