Apple rivoluziona Siri: In arrivo i potentissimi chip Nvidia per l’AI di Gemini

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale di Cupertino sta per compiere un passo da gigante, ma questa volta con un aiuto esterno fondamentale. Secondo un recente e approfondito report pubblicato dalla testata The Information, Apple ha deciso di affidarsi alla potenza di calcolo dei chip Nvidia per far funzionare la nuova versione di Siri basata sul modello Gemini.

La mossa rappresenta una vera e propria svolta storica per l’azienda californiana. Sebbene Apple abbia sempre preferito mantenere il controllo totale su ogni singolo ingrediente hardware dei suoi prodotti, le richieste più complesse della nuova Siri verranno elaborate appoggiandosi direttamente all’infrastruttura server di Google Cloud.

I chip Nvidia Blackwell B200 e la sicurezza dei dati con Siri

Per supportare l’enorme carico di lavoro generato dall’assistente vocale, l’accordo prevede l’utilizzo della flotta di processori Nvidia Blackwell B200 presenti nei data center di Google. Queste potentissime GPU rappresentano i modelli di punta dell’azienda e sono progettate specificamente per l’addestramento e l’inferenza di modelli linguistici di grandissime dimensioni.

Tuttavia, Apple non ha alcuna intenzione di scendere a compromessi sulla sicurezza dei propri utenti. Per questo motivo, l’azienda abiliterà una speciale tecnologia di protezione hardware proprietaria:

• La funzione “confidential compute” di Nvidia cripterà in tempo reale tutti i dati sensibili mentre vengono processati attivamente dai chip nel cloud.
• Questo sofisticato sistema di sicurezza garantirà che le informazioni dell’utente rimangano totalmente inaccessibili e protette da sguardi indiscreti, anche all’interno di ambienti cloud esterni o condivisi.
• L’architettura permetterà di mantenere intatta la rigorosa promessa di privacy di Apple, pur sfruttando server esterni per le operazioni di intelligenza artificiale più pesanti.

Il futuro del Private Cloud Compute

Rimane ancora un grande interrogativo su come questa nuova partnership tecnica andrà a integrarsi con il Private Cloud Compute. Questa infrastruttura server proprietaria era stata originariamente presentata da Apple per gestire le richieste AI più impegnative in modo del tutto blindato e indipendente.

Alcune indiscrezioni suggeriscono che Cupertino abbia inizialmente provato a far girare una versione di Google Gemini direttamente sui propri server, riscontrando però velocità di elaborazione troppo lente per garantire un’esperienza utente fluida e reattiva. Scopriremo tutti i dettagli ufficiali su questa incredibile architettura mista durante il keynote d’apertura della WWDC 2026 della prossima settimana.

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