Niente Siri AI in Europa su iOS 27: L’Unione Europea impone regole ed accusa Apple

L’annuncio del clamoroso blocco temporaneo di Siri AI all’interno dell’Unione Europea per i futuri aggiornamenti di iOS 27 e iPadOS 27 ha scatenato un vero e proprio terremoto mediatico e politico. A meno di ventiquattro ore dalle dichiarazioni dei vertici di Cupertino, che puntavano il dito contro le rigide regolamentazioni del vecchio continente, la Commissione Europea ha deciso di rompere il silenzio e rispondere per le rime, smentendo categoricamente la ricostruzione dei fatti fornita dall’azienda californiana.

Si preannuncia un braccio di ferro lunghissimo e complesso, le cui conseguenze andranno a colpire direttamente l’esperienza d’uso di milioni di consumatori europei.

La dura risposta dell’Unione Europea: “Hanno scelto loro di ritirarsi”

La versione di Apple, che accusava le istituzioni europee di non voler collaborare in modo costruttivo per trovare una soluzione tecnica sicura, è stata duramente respinta dai vertici di Bruxelles. Thomas Regnier, portavoce ufficiale della Commissione Europea, ha rilasciato delle dichiarazioni inequivocabili alla stampa, chiarendo che il blocco della nuova intelligenza artificiale è frutto di una decisione unilaterale e volontaria di Cupertino.

Secondo la ricostruzione della Commissione, l’azienda guidata da Tim Cook non è stata in grado di sviluppare soluzioni di interoperabilità che soddisfacessero i rigidi standard di sicurezza e privacy richiesti dalle normative del Digital Markets Act (DMA). Di fronte a questi ostacoli tecnici, Apple avrebbe semplicemente gettato la spugna, chiedendo di essere totalmente esentata dai propri obblighi legali.

• La dichiarazione ufficiale dell’UE: “La decisione di non lanciare Siri AI nell’Unione Europea è solo ed esclusivamente di Apple. Non essendo riusciti a sviluppare soluzioni adeguate ai nostri standard essenziali di privacy e sicurezza, hanno semplicemente avanzato una richiesta alla Commissione per essere esentati dagli obblighi di interoperabilità. Questa non è un’opzione praticabile”.

Lo scontro di versioni e la posizione di Craig Federighi con iOS 27

Le parole di Bruxelles stridono fortemente con la narrazione portata avanti da Apple. Solo ieri, Craig Federighi (Senior Vice President della divisione Software Engineering di Apple) si era detto “profondamente deluso” dall’atteggiamento dei legislatori.

Secondo i vertici della mela morsicata, la Commissione avrebbe rifiutato a priori qualsiasi proposta tecnica avanzata dagli ingegneri californiani. Tra queste proposte spiccava la creazione di un sistema chiamato Trusted System Agent, un’architettura software progettata per consentire in totale sicurezza agli assistenti virtuali di terze parti di accedere alle stesse funzionalità di sistema di Siri AI, nel pieno rispetto delle logiche di apertura del mercato imposte dal DMA.

Nella visione di Apple, le assurde richieste dei regolatori avrebbero costretto l’azienda a fornire a qualsiasi sistema di intelligenza artificiale concorrente un accesso “quasi illimitato” ai dati sensibili presenti all’interno del dispositivo degli utenti, compromettendone la privacy fondamentale. Una linea rossa che Cupertino si è categoricamente rifiutata di oltrepassare.

Cosa comporterà tutto questo per gli utenti europei?

Il risultato di questo stallo politico e tecnologico è ormai certo. Quando iOS 27 e iPadOS 27 verranno rilasciati ufficialmente per il grande pubblico nel corso del prossimo autunno, gli utenti residenti all’interno dell’Unione Europea si ritroveranno tra le mani un sistema operativo monco.

Non avranno alcun accesso alla nuova Siri AI potenziata dai modelli linguistici avanzati, non potranno utilizzare l’applicazione autonoma dell’assistente vocale e dovranno rinunciare alle nuove capacità di comprensione del contesto e dello schermo. Sebbene Apple abbia ribadito la propria volontà di continuare a dialogare con i regolatori europei nella speranza di poter sbloccare la situazione in futuro, l’azienda non ha fornito alcuna tempistica precisa. L’Europa, per il momento, resta fuori dalla rivoluzione AI di iPhone.

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