La battaglia legale tra il colosso di Cupertino e i creatori di ChatGPT sta assumendo proporzioni sempre più gigantesche e drammatiche. Secondo le ultime autorevoli indiscrezioni finanziarie, Apple ha deciso di inasprire ulteriormente lo scontro inviando lettere formali di diffida a decine di suoi ex dipendenti che attualmente lavorano per OpenAI. L’obiettivo della mossa legale è estremamente chiaro: imporre la conservazione immediata di documenti, email e comunicazioni potenzialmente rilevanti, mentre l’azienda prosegue con fermezza la sua massiccia causa per appropriazione indebita di preziosissimi segreti industriali.
Nel mirino oltre 40 ex dipendenti e i segreti hardware
Stando a quanto riportato dalle pagine del Financial Times, il team di avvocati di Apple ha preso di mira circa 40 ex dipendenti con lettere di conservazione legale (preservation letters). L’azienda di Tim Cook sta agendo sulla base di una forte convinzione: la presunta e gravissima appropriazione indebita di informazioni ultra-confidenziali potrebbe estendersi ben oltre i singoli individui già nominati nella denuncia originale.
Questo clamoroso sviluppo segue a ruota la causa legale depositata da Apple la scorsa settimana contro OpenAI, all’interno della quale l’azienda californiana ipotizza un vero e proprio sforzo coordinato e premeditato per ottenere informazioni riservate e brevetti legati all’ingegneria del proprio hardware e allo sviluppo di prodotti futuri. La documentazione legale depositata sottolinea come attualmente lavorino in OpenAI più di 400 ex dipendenti Apple, suggerendo che la cattiva condotta e il passaggio di informazioni riservate rappresentino un problema sistemico ben più ampio rispetto a qualche azione isolata. Dal canto suo, OpenAI ha respinto categoricamente le accuse, dichiarando pubblicamente di non essere a conoscenza di alcuna prova che possa dare fondamento a questa denuncia.
Dirigenti chiave e la progettazione del nuovo hardware AI di OpenAI
Il cuore pulsante dell’accusa mossa da Cupertino riguarda il presunto reclutamento mirato di ingegneri chiave da parte di OpenAI. Apple sostiene che l’azienda rivale abbia tratto enormi benefici e vantaggi competitivi sfruttando design proprietari, processi di produzione segreti e altre informazioni sensibili. Al centro del ciclone ci sono due figure di spicco: Tang Tan e Chang Liu.
Tang Tan è attualmente il Chief Hardware Officer di OpenAI, ma vanta un passato di ben 24 anni come veterano in Apple, dove ha guidato a lungo la divisione di design dei prodotti di punta. Chang Liu, invece, lavora nell’attuale team hardware di OpenAI dopo aver ricoperto il ruolo vitale di ingegnere elettrico di sistema senior all’interno dell’Apple Park. Cupertino accusa direttamente questi ex dirigenti di aver violato i pesanti accordi di riservatezza firmati al momento della loro assunzione.
Danni milionari e l’ingiunzione per bloccare i lavori
La risposta legale di Apple non intende fare sconti a nessuno. L’azienda ha ufficialmente richiesto a un giudice un’ingiunzione per obbligare OpenAI a cessare immediatamente l’utilizzo di qualsiasi informazione proprietaria durante la delicatissima fase di sviluppo del fantomatico “dispositivo hardware AI” a cui l’azienda di Sam Altman sta lavorando da tempo.
Oltre al blocco dei lavori, Apple chiede un cospicuo risarcimento danni e ha querelato individualmente Tan e Liu per palese violazione del contratto lavorativo. E la situazione potrebbe persino peggiorare: secondo gli atti depositati in tribunale, Apple è fermamente convinta che le prove clamorose scoperte fino a questo momento rappresentino solamente la famigerata “punta dell’iceberg”.
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