Un sensore applicato al pannolino del bebè e l’iPhone avvisa quando sarà il momento giusto del cambio.

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Nel corso degli ultimi anni una moltitudine di aziende del settore tecnologico e della cura delle persone hanno messo sul piatto milioni di dollari per vincere la corsa al privato per il prodotto principe per l’infanzia: il pannolino intelligente.

A guidare l’agguerrita corsa è Huggies, che ha dispiegato un sensore Bluetooth in grado di monitorare i movimenti intestinali, con il suo prodotto di punta della linea Monit x Huggies; il concetto è sostanzialmente la rielaborazione di quanto avevano tentato nel 2013 con TweetPee, cioè l’avviso elettronico della necessità di cambiare pannolino mediante messaggio privato via Twitter.

I pannolini smart sono stati lanciati sul mercato della Corea del Sud e del Giappone alla fine del 2018 e, all’ultima edizione del CES di Las Vegas (la più prestigiosa fiera dell’elettronica del mondo), fu annunciata l’immissione anche sul mercato degli Stati Uniti e del Messico entro breve.

Il sensore Bluetooth, delle fattezze di un biscotto, si applica all’esterno del pannolino per rilevare la sua alterazione e far partire l’alert. Lo sviluppatore – intervistato da Vox – ha detto di essere stato ispirato da bambini, come sua figlia, che non piangono quando hanno bisogno di essere cambiati, rendendo più arduo capire quando è arrivato il momento prima che si sviluppi un’eruzione cutanea dovuta all’acidità dei bisognini. Gli esperti di zonagenitori.it evidenziano che il target sono principalmente gli appartenenti alla generazione dei Millennials, che accolgono con entusiasmo questo sensore in grado di rendere i pannolini smart ad una generazione cresciuta con l’Internet delle cose. “Sono piuttosto impegnati a lavorare in due occupazioni”, ha detto. “Vogliono essere coinvolti nella genitorialità, ma non hanno abbastanza tempo da condividere con il loro bebè. Con il nostro dispositivo Monit, possono ricevere una notifica in ogni momento e ovunque.”

Nel mercato US, per quanto riguarda la cura della salute umana, da alcuni anni giocano la loro partita anche Google, con un sensore che avvisa in caso di disequilibrio del pannolino, e il colosso cinese Hunan Cosom.

Pampers non poteva stare a guardare inerme ed ecco Lumi, con i pannolini smart che allertano tramite app quando il pannolino è bagnato o sporco; ma hanno voluto andare oltre, offrendo la possibilità di integrare il monitoraggio del sonno del piccolo mediante un baby monitor collegato tramite Wi-Fi con tanto di videocamera e perfino le condizioni ambientali della cameretta.

Al momento non è dato sapere quanto questo servizio all-in-one sarà lanciato sul mercato europeo, nemmeno a quali costi.

Come tutte le soluzioni dell’Internet delle cose, anche queste pongono seri interrogativi sulla gestione della privacy. Comunque sia i produttori garantiscono che i dati che saranno da loro acquisiti e trattati saranno sempre in forma aggregata, limitati allo stretto indispensabile per il miglioramento dell’efficienza dei prodotti e dei servizi offerti.

Si tratta forse di uno dei dilemmi più incisivi dell’epoca moderna, ma all’atto pratico molti sono pronti a rinunciare ad una parte della propria riservatezza in cambio di soluzioni che, talvolta, possono addirittura salvare la vita.

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