Gli auricolari true wireless di Apple sono un concentrato di tecnologia straordinario, ma le loro dimensioni estremamente ridotte e il design compatto della custodia di ricarica li rendono da sempre uno degli oggetti tecnologici più facili da smarrire in assoluto. Che scivolino tra i cuscini del divano, vengano dimenticati in una tasca dello zaino o persi distrattamente in palestra, il panico da “AirPods smarrite” è un’esperienza fin troppo comune a moltissimi utenti. Con il recentissimo lancio dei nuovi AirPods Pro 3, l’azienda di Cupertino ha deciso di affrontare questo fastidioso problema alla radice, implementando un aggiornamento hardware silenzioso ma assolutamente fondamentale che vi impedirà di perderli per sempre.
Il salto generazionale: Arriva il chip UWB di seconda generazione
La custodia di ricarica delle nuovissime AirPods Pro 3 nasconde al suo interno una novità tecnologica di grandissimo rilievo: l’inclusione del chip Ultra Wideband (UWB) di seconda generazione sviluppato interamente dagli ingegneri Apple. Questo nuovo e potentissimo microprocessore manda definitivamente in pensione il vecchio chip U1 che avevamo imparato a conoscere (e apprezzare) a partire dagli AirPods Pro di seconda generazione. Sebbene il chip U1 avesse già rappresentato una rivoluzione per il tracciamento degli oggetti a corto raggio all’interno dell’ecosistema, l’evoluzione hardware portata da questa seconda generazione spinge le capacità dell’applicazione “Trova il mio” verso confini letteralmente inesplorati, rendendo la ricerca dei propri auricolari smarriti un’operazione fulminea e a prova di errore.
Posizione Precisa AirPods Pro 3: Raggio d’azione triplicato e test sul campo
Il vero cuore di questo aggiornamento risiede nell’incredibile potenziamento della funzione “Posizione Precisa” (Precision Finding). Questa funzionalità, che fornisce all’utente indicazioni visive, tattili e spaziali passo-passo sullo schermo dell’iPhone per guidarlo esattamente verso la custodia smarrita, beneficia ora di una portata operativa nettamente superiore. Mentre il precedente chip U1 offriva indicazioni affidabili entro un raggio di circa 10-15 metri, i test sul campo condotti quotidianamente sulle nuove AirPods Pro 3 dimostrano che il chip UWB di seconda generazione supera di gran lunga le stime conservative inizialmente fornite da Apple. Nell’utilizzo reale di tutti i giorni, il segnale risulta infatti agganciabile e incredibilmente stabile persino a distanze record comprese tra i 45 e i 60 metri. Questo significa che se avete dimenticato gli auricolari dall’altra parte della vostra abitazione, in fondo al giardino o persino in un altro ufficio sul vostro stesso piano lavorativo, l’app “Trova il mio” vi guiderà dritti alla meta con una precisione millimetrica, senza farvi vagare a vuoto per le stanze.
I requisiti hardware per sfruttare la nuova tecnologia
Come spesso accade nel chiuso ma efficientissimo ecosistema Apple, per far sì che questa magia tecnologica funzioni in modo impeccabile, è necessario che entrambi i dispositivi coinvolti nella comunicazione “parlino” la stessa identica lingua hardware. Pertanto, è doveroso fare una precisazione fondamentale per tutti gli acquirenti: per poter sfruttare l’incredibile raggio d’azione esteso della nuova Posizione Precisa, avrete obbligatoriamente bisogno di possedere un iPhone 15 o un modello di generazione successiva (come i futuri iPhone 16, 17 o 18). Il motivo è prettamente tecnico, in quanto i dispositivi antecedenti alla famiglia iPhone 15 non sono dotati del medesimo chip Ultra Wideband di seconda generazione, creando quindi un collo di bottiglia comunicativo che limiterebbe le prestazioni alla vecchia portata del chip U1. Se siete possessori di un iPhone recente e siete persone tendenzialmente sbadate o inclini a smarrire spesso le vostre cuffiette, questo monumentale aggiornamento al tracciamento spaziale rappresenta senza ombra di dubbio uno dei motivi principali per prendere in seria considerazione l’upgrade alle nuove AirPods Pro 3.
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