In un susseguirsi inarrestabile di fughe di notizie, il quadro tecnico dei futuri smartphone di casa Apple si fa sempre più delineato e sorprendente. Se nei giorni scorsi si era parlato di possibili tagli ai costi per quanto riguarda la qualità dei display sui modelli entry-level, oggi arrivano notizie diametralmente opposte e decisamente rassicuranti sul fronte della pura potenza di calcolo. Secondo le ultime informazioni condivise dal noto analista di settore Dan Nystedt, il futuro e attesissimo iPhone 18 standard si prepara a ricevere un aggiornamento hardware di proporzioni storiche, equiparando le sue specifiche di memoria a quelle dei modelli “Pro” della generazione precedente.
Il traguardo dei 12GB di RAM su iPhone 18: Colpa di Apple Intelligence
Attraverso un post pubblicato sul suo profilo X (ex Twitter), Nystedt ha svelato che l’iPhone 18 in versione base integrerà per la primissima volta nella storia della linea standard ben 12GB di memoria RAM. Per avere un termine di paragone, si tratta dell’esatto ammontare di memoria che Apple ha riservato esclusivamente ai costosissimi iPhone 17 Pro e iPhone 17 Pro Max lanciati lo scorso settembre.
Ma qual è la vera motivazione ingegneristica dietro a questo improvviso e massiccio salto quantitativo? La risposta è riassumibile in due parole: Apple Intelligence. Con l’imminente presentazione di iOS 27, fissata per il prossimo 8 giugno durante l’atteso keynote di apertura della WWDC, l’azienda californiana introdurrà un pacchetto di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale generativa estremamente più complesso, profondo e avido di risorse rispetto al passato. Poiché l’obiettivo di Apple è quello di far girare la stragrande maggioranza di questi pesanti carichi di lavoro in locale (on-device) per garantire la massima privacy e reattività, i classici 8GB di RAM non sarebbero più sufficienti. Dotare il modello standard di 12GB permetterà al dispositivo di supportare pienamente l’ecosistema IA di iOS 27 senza incorrere in colli di bottiglia o fastidiosi rallentamenti software.
Chip A20 e la rivoluzione dei 2 nanometri targata TSMC
L’aumento vertiginoso della memoria volatile sarà affiancato da un cuore pulsante di nuovissima generazione. Nystedt ha infatti rilanciato e confermato una precedente indiscrezione secondo cui Apple si sarebbe già assicurata in totale esclusiva l’intera prima tiratura di produzione dei nuovi chip a 2 nanometri (2nm) di TSMC. Questa sofisticatissima architettura darà vita al futuro processore A20, destinato ad alimentare la linea iPhone 18.
I vantaggi di questo nuovo processo produttivo sono impressionanti. Rispetto al nodo N3P a 3 nanometri attualmente utilizzato sulla serie iPhone 17, il passaggio ai 2nm garantirà:
• Un aumento netto del 15% delle prestazioni di calcolo puro (computing performance).
• Il mantenimento della medesima ed eccezionale efficienza energetica, garantendo un’autonomia della batteria solida e duratura nonostante l’enorme incremento di potenza bruta.
Quando arriverà sul mercato?
È fondamentale ricordare ai consumatori che, secondo i piani interni stravolti di recente, questo concentrato di tecnologia non vedrà la luce in autunno. La strategia commerciale di Apple prevede infatti uno sdoppiamento dei lanci: a settembre assisteremo unicamente alla presentazione della gamma iPhone 18 Pro e dell’inedito modello pieghevole. Per poter mettere le mani su Phone 18 standard, forte dei suoi 12GB di RAM e del processore A20, bisognerà invece attendere la prima metà del 2027, quando il dispositivo verrà presentato nel corso di un evento primaverile al fianco dell’economico iPhone 18e e della seconda generazione del sottilissimo iPhone Air.
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