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Bloccati WhatsApp e Telegram in Russia: Meta dichiarata “organizzazione estremista”

La cortina di ferro digitale è calata definitivamente. A partire da questo pomeriggio, milioni di cittadini russi si sono ritrovati improvvisamente isolati dal resto del mondo digitale: Meta, WhatsApp e Telegram sono stati ufficialmente bloccati su tutto il territorio nazionale.

La mossa, orchestrata dal regolatore delle telecomunicazioni Roskomnadzor, non è solo una censura, ma una migrazione forzata. Il governo sta spingendo aggressivamente la popolazione verso “Max”, un clone locale di WeChat non crittografato, progettato specificamente per permettere alle autorità di leggere ogni singolo messaggio inviato e ricevuto.

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WhatsApp Web si aggiorna: Arrivano chiamate e videochiamate senza app desktop

WhatsApp sta finalmente colmando una delle lacune più sentite dagli utenti che utilizzano la piattaforma di messaggistica direttamente dal browser. Secondo le ultime segnalazioni, Meta ha avviato il rilascio graduale della funzionalità che permette di effettuare chiamate vocali e videochiamate direttamente da WhatsApp Web, senza la necessità di installare l’applicazione desktop dedicata su Windows o macOS.

Questa novità, attesa da tempo e anticipata da diversi rumors, è attualmente in fase di distribuzione per gli utenti iscritti al programma Beta, ma rappresenta un passo fondamentale verso la completa indipendenza della versione web del servizio.

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WhatsApp ci spia? Causa shock afferma che la crittografia è una bugia. Ecco cosa dice l’esperto

È il pilastro su cui si fonda la fiducia di tre miliardi di utenti: la promessa che nessuno, nemmeno l’azienda stessa, possa leggere i nostri messaggi. Sia i fondatori originali di WhatsApp che l’attuale proprietario Meta (Facebook) hanno sempre garantito che l’app utilizza la crittografia End-to-End (E2EE). Tecnicamente, questo significa che le chiavi per decifrare i contenuti sono solo sui dispositivi degli utenti, rendendo i messaggi inaccessibili a chiunque si trovi nel mezzo, server compresi. Tuttavia, una nuova class action depositata negli Stati Uniti sostiene che tutto questo sia una menzogna colossale e che Meta abbia, in realtà, accesso totale alle nostre conversazioni.

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L’Effetto Apple colpisce ancora: il mondo si stravolge per gli “Apple Glasses”. Investimenti milionari in corso

È la classica “magia” di Cupertino: Apple non ha ancora annunciato ufficialmente nulla, eppure il mercato sta già ballando alla sua musica. Secondo un nuovo report paywalled di DigiTimes, l’industria ottica globale sta subendo una trasformazione radicale in previsione dell’ingresso di Apple nel mercato degli Smart Glasses (occhiali intelligenti), previsto per la fine del 2026. Sebbene concorrenti come Meta stiano già vendendo bene (vedi i Ray-Ban Meta), i fornitori asiatici sono convinti che solo l’arrivo della mela potrà fungere da vero catalizzatore per la commercializzazione di massa.

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In arrivo gli Abbonamenti a pagamento per Instagram, WhatsApp e Facebook. Le funzioni esclusive

Preparatevi a un cambiamento storico nel modo in cui usiamo i social network. Meta ha ufficialmente rivelato di avere in programma dei test per introdurre abbonamenti a pagamento su tutte le sue piattaforme principali: Instagram, WhatsApp e Facebook. Non si tratta di un rumor, ma di una strategia confermata che verrà implementata nei “prossimi mesi”. La buona notizia? L’azienda ha assicurato che le “esperienze principali” rimarranno gratuite, mentre gli abbonamenti sbloccheranno un livello “Premium” con funzioni speciali e maggiore controllo.

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WhatsApp Web si evolve: In arrivo le Chiamate e Videochiamate di Gruppo (anche senza installare l’app)

Per anni, gli utenti che utilizzano WhatsApp dal computer si sono scontrati con un limite frustrante: la versione browser (Web) era “muta” e “cieca” rispetto alla controparte mobile quando si trattava di gruppi. Sebbene le chat testuali funzionassero alla perfezione, per partecipare a una riunione vocale o a una videochiamata di gruppo era necessario prendere in mano il telefono o installare l’applicazione desktop dedicata. Secondo le ultime notizie, Meta sta finalmente per abbattere questa barriera, esaudendo uno dei desideri più longevi della sua community.

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Vittoria per l’Italia! Meta costretta a fare dietrofront: i Chatbot AI (come ChatGPT) restano su WhatsApp. Ecco cosa è successo

In un panorama tecnologico dove le grandi Big Tech dettano spesso legge, arriva una notizia sorprendente che vede l’Italia protagonista di una “resistenza” digitale. A seguito di un attento esame normativo e delle pressioni delle autorità garanti, Meta ha confermato ufficialmente che il controverso divieto imposto ai chatbot LLM (Large Language Models) di terze parti su WhatsApp non verrà applicato agli utenti in Italia e in Brasile. Mentre nel resto del mondo le restrizioni entrano in vigore, nel nostro Paese potremo continuare a usare l’intelligenza artificiale liberamente tramite l’app di messaggistica più diffusa.

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WhatsApp, grave falla espone 3,5 miliardi di numeri: ecco i rischi

Come riportato da Wired, una falla di sicurezza estremamente grave ha permesso di estrarre 3,5 miliardi di numeri di telefono degli utenti WhatsApp in tutto il mondo. La vulnerabilità, scoperta e segnalata per la prima volta nel 2017, non era mai stata corretta da Meta fino a quest’anno, consentendo a un gruppo di ricercatori di dimostrare quanto fosse semplice sfruttarla su larga scala.

Il risultato è stato quello che gli studiosi definiscono “la più grande esposizione di numeri di telefono mai documentata”. E sì: tra i numeri esposti, con altissima probabilità, c’è anche quello degli stessi utenti che utilizzano WhatsApp quotidianamente.

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WhatsApp aggiunge supporto multi-chat in UE: ecco come funziona

Come riportato da MacRumors e basato sulle comunicazioni ufficiali di Meta, WhatsApp è pronta a lanciare il supporto alle chat di terze parti in tutti i Paesi dell’Unione Europea, una delle modifiche più importanti mai introdotte sulla piattaforma di messaggistica. Il cambiamento nasce come obbligo imposto dal Digital Markets Act (DMA), che richiede ai principali servizi di comunicazione di diventare interoperabili con app concorrenti.

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